13 Luglio 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

un vecchio adagio recita: “La superbia partì a cavallo, ma tornò a piedi”. E in quanto a superbia la “Perfida Albione” ne ha sempre avuta da vendere… Grazie Azzurri e grazie anche a San Benedetto, patrono d’Europa che, forse, ci ha “messo lo zampino”… :-) !

Ora torniamo a noi e a Francesco di Sales. Probabilmente quanto leggeremo nelle due citazioni che seguono, potrà sembrare difficile da capire. Cercheremo di fare del nostro meglio per renderle più accessibili. La prima, che segue immediatamente l’ultima di ieri, si riferisce alla benedizione che Dio elargisce all’amicizia fondata sul suo amore:“Mi sembra che tutte le altre amicizie siano soltanto fantasmi a confronto di questa e i loro legami anelli di vetro e di giaietto (mineraloide di origine vegetale usato per ornamenti – ndr -), a confronto del legame della devozione che è tutta di oro fino.” Stando al testo originale francese, la parola “fantasmi” va intesa come “ombra” e perciò non qualcosa di irreale, ma che si rende visibile solo in determinate situazioni, proprio come l’ombra quando c’è luce. La seconda è una raccomandazione che mira a non lasciarsi trasportare dalla semplice simpatia: “Non stringere amicizie di altro genere; intendo dire quelle che dipendono da te. Non devi lasciar cadere, né disprezzare quelle che la natura e i doveri precedenti ti obbligano a intrattenere: quali quelle con i parenti, i soci, i benefattori, i vicini e altri; ripeto, mi riferisco a quelle che tu scegli liberamente di persona.” Speriamo di aver contribuito a chiarire meglio il pensiero e la preoccupazione del Sales che, per rassicurarci e non essere frainteso, aggiunge: “Può darsi che qualcuno ti dica che non bisogna avere alcun genere di particolare affetto o amicizia, perché ciò ingombra il cuore, distrae lo spirito, dà luogo ad invidie; ma si sbagliano” e questo perché ci si riferisce in modo particolare alla vita monastica dove tutti tendono alla vera devozione e dunque “non sono necessari questi scambi particolari, per timore che, mentre si cerca in particolare ciò che è comune, non si passi dalle particolarità alle parzialità.”. Poi, per scongiurare  interpretazioni  troppo frettolose si preoccupa di dire: “Ma per coloro che vivono tra la gente del mondo e abbracciano la vera virtù, è indispensabile stringere un’alleanza reciproca con una santa amicizia; infatti appoggiandosi ad essa, ci si fa coraggio, ci si aiuta, ci si sostiene nel cammino verso il bene.” Poteva, a questo punto, mancare una similitudine? Francesco è ben consapevole di rivolgersi anche a gente molto semplice; per questo cerca sempre di offrire spiegazioni alla portata di tutti e prosegue: “Coloro che camminano in piano non hanno bisogno di prendersi per mano, ma coloro che si trovano in un cammino scabroso e scivoloso si sostengono l’un l’altro per camminare con maggiore sicurezza. I religiosi non hanno bisogno di amicizie particolari, ma coloro che vivono nel mondo, sì, per darsi reciprocamente sicurezza e aiuto in tutti i passaggi pericolosi che devono affrontare.” Questo ci riporta ad una frase famosa di Luciano De Crescenzo, “un ateo cristiano”, come lui stesso si definiva, e più volte ripresa da altri compreso don Tonino Bello: “Siamo angeli con un’ala soltanto e possiamo volare solo restando abbracciati”.

Preghiamo

Signore abbiamo sempre bisogno di avere qualcuno accanto nel nostro pellegrinaggio terreno, ma ancor più di sentire la presenza del Tuo Spirito capace di illuminare i nostri passi e il nostro cuore. Amen

Senz’altro oggi incontreremo qualche altro angelo con un’ala sola. Proviamo a volare insieme. Buona giornata,

PG&PGR

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