22 Luglio 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

alla preghiera di intercessione di Santa Maria Maddalena, della quale oggi ricorre la festa, affidiamo questo incontro; lei che dopo tanti errori ha saputo accogliere nel suo animo il Vero Amore, tanto da essere stata la prima testimone della Sua Resurrezione, ci sia di esempio e di sprone. Siamo alla seconda tranche di questo capitolo nel quale Francesco di Sales, dopo aver esaltato il grande dono dell’amicizia, ci invita ad essere “oggettivi” anche in questo campo. In che modo? Riportando un brano di San Gregorio di Nazianzo, amico fraterno di San Basilio, che “ci dice che molti, i quali volevano bene e ammiravano S. Basilio, erano talmente portati alla sua imitazione, che lo scimmiottavano anche nelle sue imperfezioni esteriori, nel suo modo di parlare lentamente e con lo spirito assorto e pensoso, nel taglio della barba e nel modo di camminare.” E per esemplificare aggiunge: “Noi vediamo dei mariti, delle mogli, dei figli, degli amici, che hanno tanta stima dei loro amici, dei loro padri, dei loro mariti, delle loro mogli, che per condiscendenza o imitazione, prendono da loro, assieme all’amicizia, mille piccole tendenze cattive.” Come abbiamo già detto, nessuno è perfetto…neanche i santi e, per quanto l’amicizia possa essere forte, gli occhi non vanno chiusi di fronte ai difetti per non lasciarsi facilmente “contagiare”. E infatti, con una vena di ironia, il Nostro asserisce:“Questo non deve accadere: ciascuno ne ha abbastanza dei propri difetti senza bisogno di caricarsi anche di quelli degli altri”. Essere amici significa anche avere il coraggio di far capire all’altro/a, sempre con la dovuta umiltà e senza “salire in cattedra”, dove sbaglia; questo è un atto di carità fraterna. Francesco aggiunge che l’amicizia “ci obbliga a darci reciprocamente una mano per liberarci da tutte le forme di imperfezione”. Scrivendo questo non possiamo non pensare ad un’amicizia fraterna iniziata 46 anni fa…Avete capito perfettamente che parliamo di noi stessi. Due caratteri, per tanti aspetti, opposti, con tante imperfezioni dall’una e dall’altra parte, che tante volte si “scontrano”, ma legati da un’amicizia vera, tenace, che non molla e quando uno, per qualche motivo, si “ammoscia” l’altro lo sostiene. Dice il santo che abbiamo deciso di seguire, con l’aiuto di Dio, per tutta la vita: “E’ fuor di dubbio che bisogna sopportare con dolcezza l’amico nelle sue imperfezioni, ma non incoraggiarlo in quelle, e ancor meno trasferirle in noi.” Questo, nonostante le nostre imperfezioni, alla sua scuola, pensiamo di averlo imparato e ci sforziamo di viverlo giorno dopo giorno. Scusate per questo esempio molto personale che vuole essere soltanto una piccola testimonianza. A domani la conclusione del capitolo.

Preghiamo

Signore, ancora una volta, grazie per gli amici che ci hai posto accanto; grazie per i loro consigli, i loro incoraggiamenti, la loro pazienza e anche per i loro salutari rimproveri. Aiutaci a ricambiarli con tutto il bene di cui siamo capaci. Amen

Ed oggi…la fate una preghiera per noi? Grazie e buona giornata,

PG&PGR

I commenti sono chiusi.