9 Agosto 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

oggi altra ricorrenza: Santa Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, anch’essa Patrona d’Europa, che fu una vittima della Shoah nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau nel 1942. Anche alla sua preghiera vogliamo affidare il nostro continente e il mondo intero. Ed ora affrontiamo la seconda ed ultima parte del XXVI capitolo nel quale San Francesco di Sales fa questa raccomandazione: “Quando parli di Dio, ricordati che stai parlando di Dio, ossia che lo devi fare con rispetto e devozione, non prendendo atteggiamento di sufficienza o il tono di una predica, ma con spirito di dolcezza, di carità e di umiltà, facendo scendere, come ben sai e come si dice della Sposa nel Cantico dei Cantici, il miele delizioso della devozione e delle cose divine, goccia a goccia, ora nell’orecchio dell’uno, ora nell’orecchio dell’altro; e pregherai Dio nell’intimo della tua anima che voglia far scendere quella santa rugiada fino al cuore di quelli che ascoltano.” Forse qualcuno potrebbe pensare che questo riguardi solo i preti e gli altri “addetti ai lavori”, dimenticando, però, che “destinatario” della Filotea è ognuno di noi che, in quanto battezzato, è chiamato a dare buona testimonianza della propria fede. Per questo invita anche a non prendere atteggiamenti “clericali”. Non ci sembra inopportuno richiamare alla mente le parole del papa San Paolo VI, riguardo alla testimonianza, già citate in altri messaggi: “L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri, lo fa perché sono dei testimoni”. Parole sante! Il de Sales nel definire “il parlare di Dio” come “compito evangelico che va condotto con dolcezza e soavità” suggerisce in maniera decisa di “evitare il tono della correzione; bisogna procedere per modo di ispirazione; sai bene che la soavità dei modi e l’amabilità nel proporre qualche buon suggerimento, compiono meraviglie ed hanno la forza di un invito irresistibile per i cuori.” Cosa vorrà dire Francesco con quell’espressione “procedere per modo di ispirazione”? Non possiamo chiederglielo direttamente e, quindi, cerchiamo di interpretare il suo pensiero: probabilmente ci vuole suggerire, prima di affrontare un incontro con qualcuno che chiede il nostro aiuto, di chiedere al Signore che un po’ del Suo Spirito di Sapienza scenda nel nostro cuore, passi per la nostra mente e ci metta in bocca parole sagge. In ultimo ci ammonisce con queste parole: “Non parlare mai di Dio e di devozione tanto per dire di averlo fatto, o per fare due chiacchiere; ma sempre con attenzione e devozione; questo te lo dico per impedirti di cadere in una sciocca vanità che si riscontra in molti che fanno professione di persone devote. Ad ogni piè sospinto dicono parole sante e piene di fervore, quasi per modo di battute, senza nemmeno pensarci. Dopo averle dette sono convinti di essere lo specchio delle parole che hanno detto; invece, proprio non lo sono!” La vanità, lo sappiamo bene, è sempre in agguato e rischia di farci dire parole “pompose” che poi, in effetti, non sono di aiuto e di incoraggiamento agli altri, ma solo vanagloria.

Preghiamo

Signore, vogliamo parlare di Te, annunciare il Tuo amore, la Tua bontà, la Tua misericordia. Allontana da noi ogni vanità e riempici di umiltà e del Tuo spirito di sapienza, Amen

Ed oggi…meno maestri e più testimoni. Buona giornata,

PG&PGR

I commenti sono chiusi.