23 Settembre 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

non avete idea di quante persone, convinte che la vita dei preti e delle suore sia scevra da preoccupazioni, dicano: Se rinasco mi faccio prete (o suora)! Frase sciocca e senza senso a partire dal fatto che l’unica rinascita possibile è quella spirituale come attesta Gesù nel colloquio con Nicodemo riportato dal Vangelo di San Giovanni (3,1-8). Che poi la vita di coloro che scelgono di mettersi completamente al servizio di Dio e dei fratelli sia esente da preoccupazioni, credeteci, è tutto da dimostrare! In questa seconda sezione del XXXVII capitolo dedicato ai desideri, Francesco di Sales dice chiaramente: “Proprio non approvo che una persona tenuta a qualche dovere o a qualche vocazione, si diverta a desiderare un altro genere di vita diverso da quello che conviene al suo stato attuale. Ciò distrae il cuore e lo rende fiacco per i doveri che gli sono propri.” Possiamo aggiungere che, oltretutto, è un atto di grande irriconoscenza verso il Signore che distribuisce i suoi doni ad ognuno secondo le proprie possibilità e la propria vocazione, senza distinzioni e senza preferenze. Dice ancora: “Se desidero la solitudine dei Certosini perdo il mio tempo, e questo desiderio occupa il posto di quello che dovrei avere di impegnarmi seriamente al mio dovere attuale.” Probabilmente il nostro pensa al proprio servizio episcopale che sarebbe penalizzato vivendo nella quiete di una Certosa lontano da beghe di ogni genere; ma la stessa cosa si potrebbe dire di ognuno di noi. Nessuno nega che, di tanto in tanto, un po’ di solitudine aiuterebbe lo spirito a rinfrancarsi e a ricaricarsi, ma facciamo bene attenzione a non farne un “idolo” con conseguente disimpegno dai propri doveri. Ad ognuno il Signore assegna un “compito”, nella società, nella famiglia, nella Chiesa, un ruolo che deve essere accolto e vissuto senza troppe pretese. E Francesco prosegue dicendo: “Vorrei che nemmeno si desiderasse di avere uno spirito migliore o un giudizio migliore, perché questi desideri sono frivoli ed occupano il posto del desiderio che ciascuno deve avere di coltivare il proprio così com’è. Non vorrei nemmeno che si desiderassero i mezzi che non si hanno per servire Dio. Questo per i desideri che distraggono il cuore; quanto invece al semplice augurio, non porta alcun danno; l’importante è che non sia troppo insistente.” I desideri, lo ripetiamo, sono legittimi quando tendono a migliorare, in primis, la nostra adesione alla volontà di Dio e, disponibili all’azione dello Spirito Santo, ci lasciamo guidare da Lui nella ricerca costante del bene.

Oggi la Chiesa celebra la memoria di San Pio da Pietrelcina; ripensiamo alla vita di questo “piccolo Grande uomo” che, senza desiderarli, ha ricevuto dal Signore doni particolari ed ha saputo accoglierli nell’umiltà per il servizio delle anime.

Preghiamo con le parole della liturgia odierna

Dio onnipotente ed eterno, con grazia singolare hai concesso al sacerdote san Pio di partecipare alla croce del tuo Figlio e per mezzo del suo mistero hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia; concedi a noi, per la sua intercessione, che uniti costantemente alla passione di Cristo possiamo giungere felicemente alla gloria della resurrezione.

Il desiderio odierno sia quello di servire Dio e il prossimo attraverso le nostre quotidiane occupazioni. Buona giornata,

PG&PGR

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