24 Settembre 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

nel Vangelo di San Matteo (10,38) Gesù dice: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. Ma cosa vuol dire “rinnegare se stessi”? Nel pieno rispetto della libertà che Dio stesso ci ha dato, vuol dire non dare la preminenza ai propri progetti, alle speranze umane, alle aspettative di vita, ma mettere tutto nelle mani Dio. In una parola, fidarsi di Lui. La croce che il Signore Gesù ci invita a prendere sulle nostre spalle non è necessariamente quella del martirio cruento, ma è costituita dalla disponibilità di spendere la propria esistenza al servizio di Dio secondo le nostre forze e possibilità. Francesco di Sales, continuando il suo discorso sui desideri, dice con molta franchezza: “Desidera le croci solo nella misura in cui sarai riuscita a sopportare quelle incontrate; è una pazzia desiderare il martirio e non avere la forza di sopportare un’ingiuria.” Siamo concreti: il record  mondiale di sollevamento pesi è di 484 chilogrammi, ma l’atleta, per raggiungere un tale traguardo, ha avuto bisogno di un lungo e faticoso allenamento partendo da pesi inferiori; la stessa cosa si può dire per tante altre discipline. Quella della “ricerca” della croce può essere addirittura una tentazione che, spingendoci a ricercare il “meglio”, ci fa perdere di vista le opportunità di fede più semplici e più alla nostra portata. Continua il Nostro: “Il nemico spesso fa nascere in noi forti desideri per eroismi impossibili e che non si verificheranno mai, per distoglierci dalle piccole occasioni presenti, dalle quali per piccole che siano, potremmo trarre grande profitto.” San Pio da Pietrelcina, al quale abbiamo accennato ieri, San Francesco d’Assisi e tanti altri “stigmatizzati”, cioè persone che hanno portato sul loro corpo i segni della passione del Signore, non hanno chiesto questo privilegio a Dio, ma lo hanno accolto come un dono continuando a vivere la loro vita nell’umiltà e nel servizio arricchiti dalla sofferenza. Con loro il maligno ha preso, per dirlo alla romana, “una grossa toppa”. Concludiamo questo incontro con una ammonizione ironica del Salesio: “Nella nostra immaginazione combattiamo contro i mostri africani e poi di fatto ci lasciamo uccidere da serpentelli che incontriamo sulla nostra strada; questo perché siamo distratti.” Rischiamo di essere come gli elefanti di Pirro che, spaventati dai maiali che i romani avevano cosparso di pece e dato alle fiamme, si dispersero determinandone la vittoria. Dunque, prima di lanciarci in grandi “combattimenti”, misuriamoci con quelli minori attraverso i quali potremo imparare a fare molto di più.

Preghiamo:

Signore Gesù, per intercessione della Tua Madre Santissima che oggi veneriamo come Vergine della Mercede, insegnaci a seguirti con cuore docile e semplice accettando le prove della vita quotidiana. Amen

Ed oggi non andiamo in cerca di cose grandi; accontentiamoci di fare bene quelle piccole. Buona giornata,

PG&PGR

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