22 Ottobre 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

probabilmente, quando il 16 ottobre 1978, alla fine dell’ottavo scrutinio del Conclave, il cardinale decano rivolse all’arcivescovo di Cracovia, cardinale Karol Jozef Wojtyla, la domanda di rito “Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?”, quell’uomo di Dio avrà pensato: “E’ necessario farsi coraggio!” e rispose affermativamente scegliendo il nome di Giovanni Paolo II. Una responsabilità enorme che avrebbe necessariamente comportato un coraggioso cambiamento di vita. Forse è un caso, o forse no, ma questo invito a farsi coraggio è proprio il titolo del capitolo che iniziamo oggi. Francesco inizia, come suo solito, con un esempio: “La luce, che pure è bella e desiderabile per i nostri occhi, li abbaglia quando sono stati per lungo tempo al buio”. Fenomeno comune a tutti che esige qualche secondo per rientrare… La stessa cosa accade quando si è chiamati ad affrontare una nuova situazione di vita: “Prima di familiarizzarti con gli abitanti di un paese che non conosciamo, per quanto siano cortesi e premurosi, ti trovi, per un po’ di tempo, disorientata.” Vi assicuriamo che questo è assolutamente vero e solo chi ne ha fatto la diretta esperienza può capirlo. Nell’animo umano, quando si fanno delle scelte fondamentali, guardandosi alle spalle, può subentrare una sorta di rammarico per ciò che si è lasciato: “Similmente, cara Filotea, può capitare che, a questo cambiamento di rotta della tua vita interiore, tu rimanga seriamente sconvolta e questo addio totale alle follie e alle stupidità del mondo, ti causi qualche momento di sofferta tristezza e di scoraggiamento.” Ma questo non deve spaventare, dice Francesco, in quanto è una reazione naturale ma, passeggera: “Se dovessi trovarti realmente in simile situazione, abbi un po’ di pazienza, te ne prego: vedrai che non è nulla! Si tratta soltanto di un po’ di disorientamento di fronte alla novità; quando questo momento sarà passato avrai consolazioni a non finire.” Bisogna comunque fare molta attenzione in quanto queste “consolazioni” non sono esenti dalla tentazione che è sempre in agguato e pronta a farci desistere. Continua il Nostro: “Sulle prime è facile che ti dispiaccia essere privata della gloria di cui gli sciocchi e gli adulatori ti circondavano nella tua vanità; ma sul serio vorresti perdere quella eterna che il Signore ti darà sulla sua parola di verità?” Già San Paolo metteva in guardia i Galati contro questo pericolo (Cfr. Gal 3,1-5). E’ dunque necessario farsi coraggio, confidare maggiormente nell’aiuto di Dio che ci chiama a vivere secondo la sua volontà ed affrontare le “sfide” del mondo. Non facciamo come Don Abbondio e non diciamo insieme a lui “se uno il coraggio non ce l’ha, mica se lo può dare!”.

Preghiamo con le parole della liturgia

O Dio, ricco di misericordia, che hai chiamato il santo Giovanni Paolo II, papa, a guidare l’intera tua Chiesa, concedi a noi, forti del suo insegnamento, di aprire con fiducia i nostri cuori alla grazia salvifica di Cristo, unico Redentore dell’uomo. Amen

Ed oggi un po’ più di coraggio nelle nostre scelte…quelle buone, s’intende! Buona giornata,

PG&PGR

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