25 Ottobre 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

approdiamo oggi ad un nuovo capitolo, il terzo, dal titolo “La natura delle tentazioni e la differenza tra sentire la tentazione ed acconsentire ad essa”. Sappiamo bene che nessuno è esente dalla tentazione: Nostro Signore stesso, nella sua natura umana, è stato tentato nel deserto per quaranta giorni; innumerevoli santi, come vedremo, hanno dovuto combattere tentazioni di ogni genere. In questa continua lotta gioca un ruolo fondamentale la libertà. Con un ipotetico esempio, ecco come si esprime San Francesco di Sales: “Immagina, Filotea, una giovane principessa molto amata dal suo sposo; pensa ora che qualcuno mai intenzionato, per trascinarla a disonorare il letto nuziale, le invii un infame messaggio d’amore per portare avanti con lei il suo esecrando disegno. Per prima cosa il messaggero propone alla principessa l’intenzione del suo padrone; in un secondo momento la principessa trova piacevole o ripugnante la proposta e la stessa ambasceria; in terzo luogo, dice di sì o dice di no.” Cose di altri tempi? Fino ad un certo punto. Basta sostituire il “messaggero” con uno dei tanti sistemi di comunicazione telematica… Inoltre, non limitiamoci a pensare alle sole “proposte” di tipo carnale. Ce ne sono anche molte altre che, oltre a riguardare la sfera personale, coinvolgono anche la società. Continua il Nostro: “Allo stesso modo Satana, il mondo e la carne, vedendo un’anima sposa al Figlio di Dio, le mandano tentazioni e suggerimenti con i quali: l. il peccato viene proposto; 2. a quella proposta prova piacere o prova dispiacere; 3. infine acconsente o rifiuta. I gradini per scendere al male sono tre: la tentazione, la dilettazione, il consenso.” Cosa fare dunque? Certamente non possiamo evitare che la tentazione si proponga ma, se non le permettiamo di farsi strada nel cuore e nella mente, sarà più facile opporsi al consenso. Ripensiamo a ciò che, a questo proposito, dice San Paolo nella Prima lettera ai Corinti (10,13b): “Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarle”. Se questo è vero per ogni tipo di tentazione, per “piccola” che sia, lo è a maggior ragione per quelle più pericolose, dannose e subdole: “E’ vero che questi tre momenti non sempre è facile distinguerli chiaramente in ogni genere di peccato, ma sono molto evidenti e distinti concretamente nei peccati di chiara gravità.” Possiamo assimilare la tentazione ad una malattia cronica: la possiamo curare, tenere sotto controllo, impedire che peggiori, ma ce la porteremo dietro per tutta la vita. Dice ancora Francesco: “Anche se la tentazione ad un peccato ci tormentasse tutta la vita, non potrebbe renderci sgraditi alla divina Maestà; l’essenziale è che non ci piaccia e che non acconsentiamo.” Ci vengono in mente alcuni esempi: Sant’Antonio Abate , il padre del monachesimo orientale, condusse una lunga battaglia col demonio che, con tante lusinghe, cercava di distoglierlo dalla sua vita di fede; San Pio da Pietrelcina ha combattuto contro il demonio, subendo spesso delle percosse, per tutta la sua vita, fin sul letto di morte. Se noi, spiega il Salesio, non siamo attivi nella tentazione, non dovremo sentirci colpevoli. Altri esempi a domani e la battaglia contro il male continua.

Preghiamo

Signore non ti chiediamo di essere esenti dalle tentazioni, ma di imparare a superarle attraverso una preghiera più assidua, convinta, fiduciosa della Tua protezione soprattutto nei momenti di fragilità. Amen

Ed oggi, contro le piccole (o grandi) tentazioni quotidiane, dichiariamo guerra aperta. Buona giornata,

PG&PGR

I commenti sono chiusi.