6 Ottobre 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

qualcuno, a quanto detto finora, potrebbe obiettare che non sempre il buon esempio dei genitori influisce sulle inclinazioni dei figli. Verissimo! Ma questo non deve far desistere il genitore e Francesco, a conferma, richiama in causa Santa Monica che “contrastò con tanto amore e costanza le cattive inclinazioni di S. Agostino, che, dopo averlo seguito per terra e per mare, si può dire che lo rese felicemente suo figlio con la conversione, più di quanto non lo fosse stato per la generazione del corpo.” Quello che a volte i genitori non riescono a fare, attraverso la loro preghiera, lo fa il Signore. Citando poi un brano della Lettera a Tito (2,5) dove San Paolo affida alle donne la cura e la responsabilità della famiglia, aggiunge che “molti sono di questa opinione e sostengono che la devozione della donna porta più frutto alla famiglia di quella del marito; il motivo è che i mariti conducono una vita molto più fuori dalle pareti domestiche, per cui non possono avere tanta influenza nell’indirizzare i figli alla virtù.” Una visione, quella paolina, che trova conforto nel Libro dei Proverbi (cap. 31), ma che oggi deve essere necessariamente rivisitata nel riconoscere ai mariti le stesse “responsabilità” delle mogli e Francesco, facendo riferimento a Genesi 25,21, sembra già essere di questo avviso: “Nella Genesi si dice che Isacco vedendo che sua moglie Rebecca era sterile, pregò il Signore per lei o, com’è detto nel testo ebraico, pregò il Signore di fronte a lei, perché pregavano uno da un lato e uno dall’altro del luogo di preghiera: e la preghiera del marito fatta in questo modo fu esaudita.” Francesco incalza sostenendo che la testimonianza di fede che i coniugi si rendono vicendevolmente dovrebbe farli “gareggiare” in questo: “L’unione che si realizza tra marito e moglie nella santa devozione è la più fruttuosa che si possa dare; per questo devono, a gara, incoraggiarsi reciprocamente ad acquisirla. Ci sono dei frutti, come la mela cotogna, che, per la loro asprezza, sono buoni soltanto in marmellata; altri frutti poi sono talmente teneri e delicati che non possono essere conservati se non canditi, come le ciliege e le albicocche. Similmente le mogli devono augurarsi che i loro mariti siano canditi con lo zucchero della devozione”. Non sappiamo quanti mariti siano disposti ad “essere bolliti nello zucchero”, ma conosciamo bene il Nostro e le sue curiose similitudiniJ. Quello che aggiunge di seguito, però, nei confronti di certi uomini, è senz’altro severo e, purtroppo, drammaticamente vero anche ai nostri giorni: “L’uomo senza devozione (leggi: senza alcun timor di Dio e rispetto per la donna) è un animale spietato, aspro e rude; i mariti devono augurarsi che le loro donne siano devote, perché senza la devozione, la donna è molto fragile e predisposta a lasciare la virtù o a permettere che venga offuscata.” L’orgoglio, la violenza, la mancanza di rispetto e di comprensione reciproca, hanno il potere di rendere vana e soffocare anche la grazia santificante del Matrimonio…

Preghiamo

Signore ti affidiamo tutti gli sposi e ti chiediamo di concedere loro la fantasia per creare ogni giorno nuove espressioni di rispetto, di tenerezza, di amore. Amen

E oggi, dunque, cari sposi…un po’ più di fantasia. Buona giornata,

PG&PGR

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