19 Novembre 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

siamo alla seconda sezione del capitolo XII dedicato alla tristezza che Francesco di Sales chiama “cattiva” in quanto frutto di tentazione che ci fa correre il rischio di allontanarci da Dio. Citando un brano della lettera di San Giacomo che invita alla preghiera (5,13), asserisce che “è il rimedio più efficace perché innalza lo spirito a Dio, nostra unica gioia e consolazione; nella preghiera poi, serviti di affetti e parole interiori ed esteriori, che portano alla fiducia e all’amore di Dio, come: 0 Dio di misericordia, mio buon Signore, Salvatore mio misericordioso, Dio del mio cuore, mia gioia, mia speranza, mio caro Sposo, Amore dell’anima mia, e simili.” Certamente sono espressioni lontane dal nostro linguaggio, ma nessuno ci impedisce di sostituirle con altre più attuali. L’importante è che risveglino in noi, nei momenti “neri”, la fiducia in Dio. Se pensiamo che questo discorso sulla tristezza non ci riguardi più di tanto proviamo ad usare altri termini quali depressione, malinconia,  scoraggiamento, ecc. Forse lo troveremo più attuale! Continua il Nostro cercando di infondere coraggio: “Combatti con forza la tendenza alla tristezza; e anche se hai l’impressione che tutto quello che stai facendo in quel frangente rimanga distante e freddo, triste e fiacco, non rinunciare a farlo; il nemico che vuole per mezzo della tristezza far morire le nostre buone opere, vedendo che non sospendiamo di farle, e che compiute con sforzo valgono di più, cesserà di tormentarci.” Da notare che spesso Francesco passa dalla seconda persona singolare (tu) alla prima persona plurale (noi) includendo anche se stesso. E questo ci aiuta a sentirlo più vicino. Aggiunge: ” Canta dei canti spirituali; spesso il maligno abbandona il campo di fronte a quest’arma. Un esempio ci viene dallo spirito maligno che assediava e possedeva Saul, la cui violenza era dominata soltanto dalla salmodia.”(Cfr. 1 Re 16,23). Cantare canti spirituali! E’ lo stesso invito che San Paolo rivolge agli Efesini (5,19) e ai Colossesi (3,16) per spronarli ad incoraggiarsi a vicenda per condurre una vita di fede più autentica. Concludiamo questa seconda sezione ascoltando un ulteriore consiglio del Salesio: “E’ cosa buona occuparsi in atti esteriori e variarli più che possiamo, per distrarre l’anima dall’oggetto della tristezza, purificare e riscaldare gli spiriti; questo perché la tristezza è una passione fredda e arida.” E chiediamoci molto seriamente: un cristiano freddo, arido, musone, quale gioia può trasmettere e quale testimonianza può dare?

Preghiamo

Signore aiutaci a vivere la nostra fede con maggiore gioia. Trasforma la nostra preghiera e le nostre celebrazioni troppo spesso “spente” in veri momenti gioiosi  e di ricarica spirituale da trasmettere a quanti incontreremo. Amen

Ed oggi, con la preghiera, allontaniamo da noi la tristezza e godiamo maggiormente di qualche piccola gioia. Buona giornata,

PG&PGR

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