25 Novembre 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

riprendiamo il discorso che ieri avevamo sospeso, con una domanda: di fronte alle prove della vita, la devozione “passeggera” che fine fa? Nella quarta sezione del capitolo che stiamo affrontando, Francesco di Sales dice chiaramente che molti, quando giunge la prova “assomigliano ai temporali passeggeri di una estate molto calda, allorché cadono sulla terra grossi goccioloni senza penetrare in profondità e sono utili soltanto a far crescere funghi; infatti tutte quelle lacrime e tutte quelle tenerezze cadono su un cuore vizioso e non lo penetrano, per cui non gli sono di alcun giovamento.”  Quanto egli dice ci fa ripensare ai giorni roventi dell’estate e a ciò che ha fatto seguito, in tante parti: vere e proprie tempeste che hanno causato frane, esondazioni, rovinato raccolti e messo in ginocchio l’economia di tante famiglie. Temporali passeggeri che, non solo non hanno portato alcun giovamento, ma hanno aggravato situazioni già precarie. Questo può accade anche all’animo umano quando si lascia andare a devozioni passeggere senza sforzarsi di cambiare interiormente. Continua il Nostro:  “Nonostante tutte le apparenze, quella brava gente non si priverà di una sola lira (oggi potremo dire qualche centesimo, n.d.r.) di quanto possiede dopo averlo accumulato poco onestamente; non rinuncerà a uno solo degli affetti perversi, a un briciolo dei propri agi per il servizio del Salvatore sul quale ha pianto.” Non ci soffermiamo troppo su questo in quanto gli esempi da citare sarebbero troppi! Francesco aggiunge che anche in questa illusoria devozione non manca l’azione ingannatrice del maligno: “I buoni movimenti che ha provato, sono soltanto funghi spirituali che, non solo non sono vera devozione, ma spesso sono soltanto astuzie del maligno, il quale distrae le anime con queste piccole consolazioni; e così le rende contente e soddisfatte di modo che non cercano la vera e solida devozione, che consiste in una volontà costante, decisa, pronta e operante di attuare ciò che sappiamo essere gradito a Dio.” La fede, quando non è vissuta in modo coerente e maturo, rimane “bambina” pronta a lasciarsi coinvolgere solo marginalmente e, spesso, apparentemente. L’esempio che il de Sales ci porta, forse un po’ crudo, ci aiuta a capire meglio: “Un bambino piangerà teneramente se vede assestare un colpo di bisturi alla mamma per un salasso; ma, se nello stesso tempo, sua madre, per la quale sta piangendo, gli dovesse chiedere la mela o il cartoccio di confetti che ha in mano, vedresti che non vuole cederle nulla. Molte delle nostre devozioni sono simili: quando pensiamo al colpo di lancia che trafisse il cuore di Gesù Cristo Crocifisso, piangiamo teneramente. Filotea, è cosa ben fatta piangere sulla morte e sulla passione dolorosa del nostro Padre e Redentore; ma perché non vogliano dargli il nostro cuore, la mela che abbiamo in mano e che egli ci chiede con tanta insistenza, l’unico frutto d’amore che il Salvatore ci chiede? Perché non vogliamo lasciargli i nostri piccoli affetti, i nostri piccoli piaceri e le soddisfazioni? Egli vuole strapparcele dalle mani e non ci riesce, perché sono i nostri confetti e noi ne siamo molto più golosi che della sua grazia celeste. Questi sono sentimenti da bambini, teneri ma deboli, fantasiosi, ma senza seguito.“ La sua analisi è forse troppo severa? Troppo esigente? Non ci riguarda? Oppure ci offre l’occasione di una riflessione più profonda su noi stessi? “La devozione non consiste in queste tenerezze e in questi affetti sensibili, che a volte provengono dalla natura talmente debole e impressionabile da assorbire tutte le impressioni che le si vogliono dare. Altre volte vengono dal maligno che per impacciarci nel cammino provoca la nostra immaginazione alla tensione che ci porta a quei risultati inutili.”

Preghiamo

Signore apri il nostro cuore e la nostra mente quando ci interroghiamo sulla disponibilità ad accoglierti pienamente nella persona dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. Amen

Ed oggi, senza farci sconti, riflettiamo su quanto abbiamo letto. Buona giornata,

PG&PGR

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