13 Dicembre 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

Francesco di Sales, puntuale come sempre, per una maggiore comprensione, ci fa notare alcune cose molto importanti. Prima nota: “Ordinariamente a chi entra al suo servizio, Dio dà un saggio delle gioie celesti, per far uscire dai piaceri terreni e incoraggiare a cercare l’amore divino, come una mamma che per invogliare e attirare il bambino a succhiare la mammella ci mette sopra un po’ di miele”. Non abbiamo mai avuto occasione di appurare la validità di questo “attempato” suggerimento…Verificheremo con qualche esperta…ma certo è che il Signore, con la sua grazia, ci incoraggia incessantemente nella ricerca del Bene. Nonostante questo, a volte, la ricerca passa attraverso delle difficoltà che, però, poi si rivelano essere “salutari”. Continua, infatti, il de Sales con la seconda nota: “E’ sempre lo stesso buon Dio che qualche volta, secondo i suoi saggi disegni, ci toglie il latte e il miele delle consolazioni, per farci divezzare, e insegnarci a mangiare il pane secco e più solido di una devozione forte, esercitata alle prove del disgusto e delle tentazioni”. Al di là della similitudine è importante imparare a mangiare anche il pane secco…altro che sempre e solo merendine o brioches! Questo fa pensare alla “porta stretta” attraverso la quale il Signore ci invita a passare (Cfr. Lc 13,24). Comunque, non si può certo negare che, alle volte, questa “porta” risulta essere più stretta di quanto ci si aspetti e quindi, da parte nostra, esige un impegno maggiore. Ecco cosa ci viene consigliato nella terza nota: “Qualche volta, mentre siamo afflitti da aridità e sterilità, scoppiano terribili burrasche; in tal caso dobbiamo combattere con costanza le tentazioni, perché quelle non vengono da Dio, ma dobbiamo sopportare pazientemente le aridità, perché quelle Dio le ha permesse per esercitarci”. Permetteteci un esempio: quanto esercizio deve fare un atleta per raggiungere determinati traguardi e, in modo particolare, quando si hanno difficoltà fisiche di vario genere? Il pensiero non può non andare ai partecipanti alle Paralimpiadi! Da loro, che con coraggio e determinazione, affrontano, nella vita e nello sport, le difficoltà delle loro disabilità, dovremmo imparare a sopportare, con pazienza e fiducia, le nostre “disabilità spirituali”. E di fronte agli insuccessi, come comportarsi? Proprio come farebbe un atleta: non perdersi di coraggio. Infatti, nella quarta nota, Francesco esorta: “Non dobbiamo mai perderci di coraggio quando siamo afflitti da guai interiori, e non dire come il buon Goffredo: Non sarò mai felice, perché nella notte dobbiamo aspettare la luce; viceversa anche nel mezzo del più bel tempo spirituale che possa capitarci, non bisogna dire: Io non avrò più guai! Dice infatti il Saggio  che nei giorni felici bisogna ricordarsi della sventura (Cfr. Sir 11,27). Bisogna sperare nelle difficoltà e temere nella prosperità, e sia nell’un caso che nell’altro, umiliarsi”. Nella quinta ed ultima nota il Nostro suggerisce anche di “confidare il proprio male a qualche amico spirituale che possa aiutarci è un ottimo rimedio”. Inutile dire che nel fare questo è è indispensabile una buona dose di prudenza…! In considerazione di questo, nel concludere questa sezione, il Salesio ritiene necessario sottolineare che “in questo come del resto in tutte le cose, il buon Dio e il maligno vogliono esattamente l’opposto: Dio vuole condurci con le aridità a una grande purezza di cuore, alla totale rinuncia al nostro interesse personale in tutto ciò che riguarda il suo servizio, a una perfetta spogliazione di noi stessi; il maligno cerca di servirsi delle stesse difficoltà per scoraggiarci, farci ritornare ai piaceri sensuali, e infine renderci tediosi a noi stessi e agli altri, per denigrare e screditare la santa devozione”. Domani, a Dio piacendo, concluderemo questo capitolo e, con esso, la Quarta Parte della Filotea che ci ha tenuto compagnia per quasi due mesi. Ricorrendo oggi la memoria di Santa Lucia, alla sua intercessione affidiamo la nostra preghiera affinché possiamo “vedere” meglio le meraviglie che il Signore vuole compiere con ognuno di noi:

Riempi di gioia e di luce il tuo popolo, o Signore, per l’intercessione gloriosa della santa vergine e martire Lucia, perché noi, che festeggiamo la sua nascita al cielo, possiamo contemplare con i nostri occhi la tua gloria. 

Ed oggi? Con rinnovata fiducia in Dio che mai ci abbandona, guardiamo al domani. Buona giornata,

PG&PGR

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