2 Dicembre 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

cosa faremo, dunque, quando aridità e sterilità di affacceranno nel nostro animo? Il consiglio che Francesco di Sales ci offre è quello di “indagare” in esso con semplicità ed umiltà in quanto, “spesso siamo noi stessi causa delle nostre aridità e sterilità.” Dio, pieno di amore paterno e materno verso ognuno di noi agisce come una mamma che “rifiuta lo zucchero al figlio soggetto ai vermi, così Dio ci priva delle consolazioni quando noi ne ricaviamo vuote emozioni e andiamo soggetti ai vermi della presunzione. Dio mio, hai fatto bene ad umiliarmi! Sì, perché prima che tu mi umiliassi io ti avevo offeso.” Ma anche quando tutto va bene e fila liscio possiamo correre dei rischi e il più grande è quello di pensare che siamo noi stessi gli artefici del nostro benessere spirituale, sentendoci “sazi” e crogiolandoci in questo. Continua: “Quando trascuriamo di raccogliere le dolcezze e le delizie dell’amore di Dio nel tempo opportuno, il Signore le allontana da noi per punire la nostra pigrizia. L’israelita che non raccoglieva la manna di buon mattino, una volta sorto il sole, non gli era più possibile, perché si scioglieva.” La pigrizia spirituale è sempre in agguato e, a volte, ha la meglio sulla preghiera, sull’ascolto e la meditazione della Parola, sul mettere a frutto nel miglior modo possibile i doni che il Signore ci elargisce. Non dimentichiamo la parabola dei talenti (Mt 25,14-30) e la frase conclusiva: “A chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”. A farci cadere in qualche tranello, prosegue il de Sales prendendo spunto da un brano del Cantico dei Cantici (5,2-6 che vi invitiamo caldamente a rileggere), possono essere anche quelle che chiama “soddisfazioni sensuali e consolazioni effimere”: “A volte ci adagiamo in un letto di soddisfazioni sensuali e di consolazioni caduche, come la Sposa del Cantico dei Cantici. Lo Sposo delle nostre anime bussa alla porta del nostro cuore, ci invita a ricominciare di nuovo i nostri esercizi spirituali, ma noi vogliamo mercanteggiare, perché ci dispiace lasciare quelle gioie, e separarci dalle false soddisfazioni; allora egli passa oltre e ci lascia nella nostra pigrizia. In seguito poi, quando lo cercheremo, faticheremo molto a trovarlo. Ce lo meritiamo, perché siamo stati sleali e infedeli al suo amore e abbiamo rifiutato di viverne l’esperienza per seguire l’amore delle cose del mondo.” Diventa, dunque, una questione di scelta. Francesco lo sottolinea, facendo eco a San Paolo (Cfr. 5,16-17) e affermando: “Le soavità dello Spirito non possono convivere con le delizie artificiali del mondo”. Siamo certi che in tutti noi è forte il desiderio di vivere secondo lo Spirito e non lasciamoci scoraggiare se qualche volta…

Preghiamo

Signore, i Tuoi doni sono sempre a portata di mano, ma a volte non riusciamo a farli nostri e viverli con pienezza. Perdonaci e sostienici quando siamo vacillanti. Amen

Ed oggi? Una preghiera in più per non…vacillare troppo. Buona giornata,

PG&PGR

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