13 Gennaio 2022: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

il dodicesimo capitolo, che affrontiamo oggi, non ha bisogno di tanti commenti. Francesco di Sales, con la terza considerazione, ci esorta a guardare e lasciarci illuminare dall’esempio di tanti santi e sante che, attraverso il martirio o la totale offerta della vita, hanno testimoniato il loro grande amore per Dio e per il prossimo: “Considera – ci dice – l’esempio dei Santi di ogni genere: hanno fatto di tutto per amare Dio ed essere suoi devoti. Guarda i Martiri così decisi nei loro propositi; pensa a quali tormenti hanno sofferto per rimanere fedeli! ma soprattutto quelle incantevoli e meravigliose donne, più splendide dei gigli per candore, più rosse delle rose per amore, le une a dodici, le altre a tredici, quindici, venti, venticinque anni, e che hanno sofferto innumerevoli torture, piuttosto che venir meno alla loro promessa, non solo quanto alla professione di fede, ma anche per affermare la devozione: le une hanno preferito la morte alla perdita della verginità, le altre l’hanno preferita piuttosto che lasciare il servizio dei sofferenti, o di consolare i dubbiosi, seppellire i morti. Veramente in tali circostanze, il sesso debole ci ha dato una lezione di forza e di costanza”. Inoltre il Nostro ci invita a rivolgere il pensiero anche ai “confessori della fede” e cioè coloro che, nelle diverse situazioni di vita, hanno vissuto questo stesso amore senza versare il proprio sangue. Non per questo, evidentemente, sono “meno santi” degli altri e lo stesso Francesco rientra in questa categoria: “Pensa a tanti santi Confessori: con quanta forza hanno disprezzato il mondo, come sono stati irremovibili nei loro propositi: niente li ha distolti. Li avevano abbracciati senza riserva e li hanno mantenuti senza eccezioni! Ricordi cosa dice S. Agostino di sua madre S. Monica? Con quanta fermezza aveva portato avanti il disegno di servire Dio nel matrimonio e nella vedovanza! E ricordi cosa dice S. Girolamo della sua cara figlia Paola? E sempre in mezzo a difficoltà senza numero. ad ostacoli sempre nuovi!” Forse è superfluo, ma è bene ripeterlo: disprezzare il mondo, nel linguaggio dell’evangelista San Giovanni che il de Sales adotta spesso, significa tenersi lontani dalla mentalità mondana che si oppone alla “mentalità” di Dio. Facendo poi riferimento all’intercessione dei santi, si chiede, e ci chiede: “Che cosa non riusciremo a fare sorretti da simili Patroni?” Donne e uomini come noi che si sono lasciati “forgiare” dalla preghiera, da sacramenti, dalla penitenza, dalla rinuncia, per rispondere alla loro particolare vocazione cristiana. Infatti continua il santo vescovo: “Erano come siamo noi, lo facevano per lo stesso Dio, per mezzo delle stesse virtù: e perché non potremo fare anche noi la stessa cosa, secondo la nostra condizione e la nostra vocazione, per tener fede ai nostri propositi e alla nostra promessa?” E’ una ulteriore domanda che dovremmo porci spesso senza cadere nella tentazione di dire: Non ne sono capace! Fidiamoci di più dello Spirito di Dio che soffia su ognuno di noi.

Preghiamo

Signore rendici sempre più disponibili alla santità. Fa’ che il nostro quotidiano sia sempre in sintonia con questa vocazione alla quale inviti continuamente tutti i Tuoi figli. Amen

Ed oggi? Per usare le stesse parole di Francesco: perché non fare anche noi la stessa cosa? Buona giornata,

PG&PGR

I commenti sono chiusi.