28 Marzo 2022: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

dopo la pausa domenicale (ieri era la IV domenica di Quaresima detta anche domenica “Laetare” cioè della gioia), riprendiamo il discorso sulla mitezza che San Paolo, nella Lettera ai Galati (5,23), menziona come dono dello Spirito Santo insieme all’amore, alla gioia, alla pace, alla pazienza, alla benevolenza, alla bontà, alla fedeltà e al dominio di sé, doni che il Signore mette a nostra disposizione…se noi vogliamo accoglierli. Sempre San Paolo “propone che, se qualche volta ci preoccupano le cattive azioni del fratello e ci avviciniamo per correggerle, dobbiamo farlo «con spirito di dolcezza» (Gal 6,1), e ricorda: «e tu vigila su te stesso, per non essere tentato anche tu».” Tanti problematiche della vita personale e sociale, se affrontate con “forte” mitezza, potrebbero essere risolte più facilmente. Aggiunge il Papa: “Anche quando si difende la propria fede e le proprie convinzioni, bisogna farlo con mitezza (cfr 1 Pt 3,16), e persino gli avversari devono essere trattati con mitezza (cfr 2 Tm 2,25). Nella Chiesa tante volte abbiamo sbagliato per non aver accolto questo appello della Parola divina”. [73] Veritiera questa ultima affermazione che il Santo Padre si sente in dovere di fare! Nel numero successivo troviamo un richiamo alla fiducia in Dio tipica, nel linguaggio biblico, di chi sa veramente fidarsi di Lui: “La mitezza è un’altra espressione della povertà interiore, di chi ripone la propria fiducia solamente in Dio. Di fatto nella Bibbia si usa spesso la medesima parola anawim per riferirsi ai poveri e ai miti”. Tutte le Beatitudini ci invitano ad avere uno sguardo di fede che non si limita al momento presente e che sfida anche le critiche che potrebbero essere mosse: “Qualcuno potrebbe obiettare: “Se sono troppo mite, penseranno che sono uno sciocco, che sono stupido o debole”. Forse sarà così, ma lasciamo che gli altri lo pensino. E’ meglio essere sempre miti, e si realizzeranno le nostre più grandi aspirazioni: i miti «avranno in eredità la terra», ovvero, vedranno compiute nella loro vita le promesse di Dio. Perché i miti, al di là di ciò che dicono le circostanze, sperano nel Signore e quelli che sperano nel Signore possederanno la terra e godranno di grande pace (cfr Sal 37,9.11). Nello stesso tempo, il Signore confida in loro: «Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito e su chi trema alla mia parola» (Is 66,2). Reagire con umile mitezza, questo è santità. [74] Non si tratta di avere uno spirito rinunciatario, debole, remissivo e sciocco, ma di fidarsi, fino in fondo, di Dio, delle sue promesse, della sua vicinanza. San Paolo, nella Lettera ai Romani (8,32) esclama: “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?”

Preghiamo

Signore, donaci di essere persone miti e che i nostri cuori siano aperti per accogliere il tuo amore e la tua bontà. Allontana da noi ogni tentazione di vendetta, di giudizio, di condanna e insegnaci ad accogliere e perdonare. Amen

Che dite, vogliamo provarci…magari oggi? Buona giornata,

PG&PGR

N.B. Non stanchiamoci di pregare per la pace.

I commenti sono chiusi.