3 Marzo 2022: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

con la speranza che la Quaresima sia iniziata, per tutti, con dei buoni propositi e, sperando che non restino solo tali, riprendiamo il nostro cammino alla sequela della G.E. Il primo sottotitolo che incontriamo è “Lo gnosticismo attuale”. Tra il II e il IV secolo d.C. si  sviluppò un movimento filosofico che, come obiettivo, si proponeva la sola conoscenza, la “gnosi”. Tale intento è stato ripreso nel XIX secolo da diversi filosofi sostenitori della “conoscenza” come superiore alla fede per conseguire la salvezza. Il Papa dice: “Lo gnosticismo suppone «una fede rinchiusa nel soggettivismo, dove interessa unicamente una determinata esperienza o una serie di ragionamenti e conoscenze che si ritiene possano confortare e illuminare, ma dove il soggetto in definitiva rimane chiuso nell’immanenza della sua propria ragione o dei suoi sentimenti».[36] Appare subito evidente che questo non si può accordare con l’idea Conciliare di una Chiesa chiamata ad essere “Luce delle genti”, assemblea, convocazione, incontro aperto a tutti e non solo a pochi eletti; una Chiesa di uomini e donne che si confrontano alla luce della Sacra Scrittura e accolgono il mistero di un Dio che va al di là della conoscenza umana. Il contrario porterebbe ad una grande confusione, ad una “mente senza Dio e senza carne”. Continua, infatti il Pontefice riprendendo il pensiero espresso in un’Omelia del 2016: Grazie a Dio, lungo la storia della Chiesa è risultato molto chiaro che ciò che misura la perfezione delle persone è il loro grado di carità, non la quantità di dati e conoscenze che possono accumulare. Gli “gnostici” fanno confusione su questo punto e giudicano gli altri sulla base della verifica della loro capacità di comprendere la profondità di determinate dottrine. Concepiscono una mente senza incarnazione, incapace di toccare la carne sofferente di Cristo negli altri, ingessata in un’enciclopedia di astrazioni. Alla fine, disincarnando il mistero, preferiscono «un Dio senza Cristo, un Cristo senza Chiesa, una Chiesa senza popolo».[37] Come può essere il mistero di Dio separato dall’Incarnazione? Questo vanificherebbe tutta la Storia della Salvezza e la stessa Creazione. Gli gnostici dei nostri giorni peccano profondamente di vanità e di superficialità. La conoscenza così intesa diventa pericolosa, soprattutto per le giovani ed inesperte generazioni come vedremo in seguito. Aggiunge: “In definitiva, si tratta di una vanitosa superficialità: molto movimento alla superficie della mente, però non si muove né si commuove la profondità del pensiero. Tuttavia, riesce a soggiogare alcuni con un fascino ingannevole, perché l’equilibrio gnostico è formale e presume di essere asettico, e può assumere l’aspetto di una certa armonia o di un ordine che ingloba tutto”. [38] Il “fascino ingannevole” di certe teorie basate sul “nulla” non possono che portare ad una sbagliata interpretazione della propria esistenza.

Preghiamo

Signore, San Paolo afferma di “non sapere altro e non Gesù Cristo, e questi crocifisso”. Aiutaci ad accogliere la conoscenza che viene dalla croce, l’unica in grado di condurci verso di Te. Amen

Ed oggi, guardando il crocifisso, ringraziamo il Signore. Buona giornata,

PG&PGR

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