30 Aprile 2022: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

facendo seguito a tutto quello che San Francesco di Sales, nel corso della Filotea, ci ha fatto scoprire sull’umiltà, aggiungiamo anche il pensiero del Papa che completa quanto abbiamo letto ieri: “Non dico che l’umiliazione sia qualcosa di gradevole, perché questo sarebbe masochismo, ma che si tratta di una via per imitare Gesù e crescere nell’unione con Lui”. No, certamente l’umiliazione non è mai piacevole soprattutto quando trova la sua origine in una qualche palese ingiustizia. Gesù stesso si è umanamente “ribellato” allo schiaffo datogli da una guardia del Sinedrio dicendo: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male, ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?» (Gv 18,23) Continua, il Pontefice: “Questo non è comprensibile sul piano naturale e il mondo ridicolizza una simile proposta”. Ma pensiamoci bene: quante sono le proposte evangeliche che il mondo, in qualche modo ridicolizza o, quanto meno, considera come esagerazioni? Lo stesso credere in Dio, per alcuni, come Nietzshe, la religione e tutto ciò che ne consegue, nasce per giustificare l’infelicità e l’insensatezza della vita. Non possiamo non fare una considerazione: il Signore, chiamandoci alla sua sequela, ci offre una “occasione” straordinaria, un’opportunità unica; sentiamoci dunque come coloro ai quali, 2000 anni fa, Gesù disse: «Vieni e seguimi». Seguire il Cristo sulla strada dell’umiltà “è una grazia che abbiamo bisogno di supplicare: “Signore, quando vengono le umiliazioni, aiutami a sentire che mi trovo dietro di te, sulla tua via”.[120] Nel numero successivo, l’ultimo di questa sezione dedicata alla sopportazione, alla pazienza e alla mitezza, Papa Francesco, citando diversi passi biblici, aggiunge: “Tale atteggiamento presuppone un cuore pacificato da Cristo, libero da quell’aggressività che scaturisce da un io troppo grande. La stessa pacificazione, operata dalla grazia, ci permette di mantenere una sicurezza interiore e resistere, perseverare nel bene «anche se vado per una valle oscura» (Sal 23,4) o anche «se contro di me si accampa un esercito» (Sal 27,3). Saldi nel Signore, la Roccia, possiamo cantare: «In pace mi corico e subito mi addormento, perché tu solo, Signore, fiducioso mi fai riposare» (Sal 4,9). In definitiva, Cristo «è la nostra pace» (Ef 2,14) ed è venuto a «dirigere i nostri passi sulla via della pace» (Lc 1,79)”. Poi, rifacendosi a quanto il Salvatore ha rivelato all’Apostola della Misericordia, prosegue: “Egli (Gesù) comunicò a santa Faustina Kowalska che «l’umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla Mia Misericordia»”. Conclude, dunque, Sua Santità: “Non cadiamo dunque nella tentazione di cercare la sicurezza interiore nei successi, nei piaceri vuoti, nel possedere, nel dominio sugli altri o nell’immagine sociale: «Vi do la mia pace», ma «non come la dà il mondo» (Gv 14,27)”.[121] E allora guardiamoci bene dal fare come quell’uomo ricco della parabola narrata dall’evangelista Luca (12,16-21) e riponiamo le nostre sicurezze solo in Cristo Signore.

Preghiamo

Padre buono allontana da noi ogni desiderio che si oppone alla Tua Parola. Facci riscoprire, ogni giorno, la bellezza di essere e sentirci figli Tuoi che, nonostante le nostre “infermità”, Tu continui ad amare. Amen

Ed oggi ripensiamo di quale grazia il Signore ci ha fatto dono. Buona giornata e buona domenica,

PG&PGR

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