6 Aprile 2022: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

«Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli». (Mt 5,10)

Carissimi,

certamente ricorderete che l’andare “controcorrente” è il tema portante di quanto detto finora in questa riflessione e attualizzazione che Papa Francesco fa delle Beatitudini e nel numero 90 dice: “Gesù stesso sottolinea che questo cammino va controcorrente fino al punto da farci diventare persone che con la propria vita mettono in discussione la società, persone che danno fastidio. Gesù ricorda quanta gente è perseguitata ed è stata perseguitata semplicemente per aver lottato per la giustizia, per aver vissuto i propri impegni con Dio e con gli altri”. Nel capitolo 7 degli Atti degli Apostoli, alla fine del lungo discorso che il diacono Stefano pronuncia davanti al Sinedrio, egli rivolge al “nobile consesso” questa domanda: “Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato?”(v.52). La persecuzione contro chi, con la forza dello Spirito, ha avuto il coraggio di proclamare la Verità è un tema ricorrente nella Bibbia. Giovanni il Battista, che unisce l’Antico con il Nuovo Testamento, rappresenta tutti coloro che non hanno taciuto la Verità. Lo stesso Signore Gesù ci mette in guardia dalla “comodità” di una vita disimpegnata e mediocre: “Se non vogliamo sprofondare in una oscura mediocrità, non pretendiamo una vita comoda, perché «chi vuol salvare la propria vita, la perderà» (Mt 16,25)”. [90] Il cristiano, di fronte alle ingiustizie di una società che, sempre di più, favorisce i pochi a scapito dei molti, votata al “menefreghismo” (scusate il termine!) dilagante, non può girare la testa dall’altra parte. I Profeti, Gesù, gli Apostoli, i martiri e tutti gli altri Santi, non l’hanno fatto! “Non si può aspettare per vivere il Vangelo –continua il testo-, che tutto intorno a noi sia favorevole, perché molte volte le ambizioni del potere e gli interessi mondani giocano contro di noi”. Queste tentazioni, perché tali sono, anche nell’ambito della Chiesa, sono sempre presenti e pericolose. Citando poi un passo dell’Enciclica di San Giovanni Paolo II, “Centesimus annus” (1991), scritta in occasione del centenario di quella di Leone XIII “Rerum Novarum”,  Papa Francesco scrive: “San Giovanni Paolo II diceva che «è alienata la società che, nelle sue forme di organizzazione sociale, di produzione e di consumo, rende più difficile la realizzazione [del] dono [di sé] e il costituirsi [della] solidarietà interumana»”. In parole molto più semplici: la società non può pensare solo in termini economici trascurando la solidarietà verso chi è costretto a restarne ai margini. Continua la G.E.: “In una tale società alienata, intrappolata in una trama politica, mediatica, economica, culturale e persino religiosa che ostacola l’autentico sviluppo umano e sociale, vivere le Beatitudini diventa difficile e può essere addirittura una cosa malvista, sospetta, ridicolizzata”. [91] Vivere lo spirito delle Beatitudini è la scelta di vita di chi vuole fidarsi fino in fondo delle Parole del Cristo, rifiutando con fermezza tutto ciò che vi si oppone. Francesco di Sales, nella Terza parte della Filotea, al capitolo 36, si chiedeva (e ci chiedeva!): “Ma che ci vuole in fin dei conti a vivere con generosità, nobiltà di cuore, cortesia, e con un cuore signore, costante e ragionevole?” Le Beatitudini costituiscono il “pass” per il Regno dei cieli!

Preghiamo

Insegnaci, Signore, ad amare la giustizia, a praticarla sempre in ogni nostro gesto e a sopportare anche qualche piccola “persecuzione”. Donaci un cuore forte capace di opporsi con caritatevole decisione alle grandi e alle piccole ingiustizie. Amen

Ed oggi: un po’ di torcicollo… per non girare la testa dall’altra parteJ. Buona giornata,

PG&PGR

 

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