8 Aprile 2022: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

“passate in rassegna” le Beatitudini, con la certezza che faremo tesoro di questa rilettura e dei commenti del Papa, e che la nostra convinzione di una santità vissuta nel quotidiano si sia rafforzata, andiamo avanti. Viene richiamata una “Grande regola di comportamento” ispirata al brano del Vangelo di San Matteo (25,31-46) riguardante il giudizio finale. Sarebbe bene rileggerlo con attenzione facendoci guidare dalla Beatitudine “Beati i misericordiosi…” A questo proposito l’Esortazione apostolica G.E. dice: “Nel capitolo 25 del vangelo di Matteo (vv. 31-46), Gesù torna a soffermarsi su una di queste beatitudini, quella che dichiara beati i misericordiosi. Se cerchiamo quella santità che è gradita agli occhi di Dio, in questo testo troviamo proprio una regola di comportamento in base alla quale saremo giudicati: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi» (25,35-36)”. [95] Confrontiamo la nostra risposta alla proposta del Vangelo sintetizzata in questa regola. Provate a pensare di dover sostenere un esame e conoscere in anticipo le domande che ci verranno poste. Nei numeri successivi, fino al 99, ci viene indicata la strada per mettere in pratica gli insegnamenti del Maestro. Papa Francesco, citando un passo della Lettera Apostolica di San Giovanni Paolo II, scritta per la fine del grande Giubileo del 2000 e per l’inizio del Terzo millennio (6 gennaio 2001), precisa che “essere santi non significa, pertanto, lustrarsi gli occhi in una presunta estasi. Diceva san Giovanni Paolo II che «se siamo ripartiti davvero dalla contemplazione di Cristo, dovremo saperlo scorgere soprattutto nel volto di coloro con i quali egli stesso ha voluto identificarsi». Il testo di Matteo 25,35-36 «non è un semplice invito alla carità: è una pagina di cristologia, che proietta un fascio di luce sul mistero di Cristo»”.  E’ il mistero del “Cristo totale” che deve informare e guidare il cammino di ogni credente e di tutta la Chiesa: “In questo richiamo a riconoscerlo nei poveri e nei sofferenti si rivela il cuore stesso di Cristo, i suoi sentimenti e le sue scelte più profonde, alle quali ogni santo cerca di conformarsi”. [96] L’insegnamento di Gesù è chiaro e deciso e non lascia spazio ad interpretazioni grossolane, edulcorate o, addirittura, devianti. Siamo convinti che si debba superare la tentazione di farci degli “sconti” per lasciarci coinvolgere pienamente dall’agire, sempre e comunque, con misericordia. Questa sarà la garanzia per poter superare l’esame di cui si parlava prima. Aggiunge, il Santo Padre: “Davanti alla forza di queste richieste di Gesù è mio dovere pregare i cristiani di accettarle e di accoglierle con sincera apertura, “sine glossa”, vale a dire senza commenti, senza elucubrazioni e scuse che tolgano ad esse forza. Il Signore ci ha lasciato ben chiaro che la santità non si può capire né vivere prescindendo da queste sue esigenze, perché la misericordia è il «cuore pulsante del Vangelo».[97]

Preghiamo

Signore Gesù che ci chiami ad essere santi e misericordiosi, non permettere che la nostra superficialità soffochi la Tua voce e fa’ che ogni nostra azione sia sempre ispirata al Vangelo. Amen

Ed oggi…Beh, non abbiamo che l’imbarazzo della scelta! Buona giornata,

PG&PGR

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