12 Maggio 2022: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi

iniziamo oggi la quarta sezione del quarto capitolo della G.E. che ci chiama a riflettere su una realtà che, in diversi modi, tutti noi viviamo: la comunità. Se ricordate, San Francesco di Sales, nella seconda parte di Filotea, afferma in modo deciso che Dio dà la preferenza assoluta agli atti di comunità su quelli privati. Tale pensiero è ripreso da Papa Francesco quando dice: “E’ molto difficile lottare contro la propria concupiscenza e contro le insidie e tentazioni del demonio e del mondo egoista se siamo isolati. E’ tale il bombardamento che ci seduce che, se siamo troppo soli, facilmente perdiamo il senso della realtà, la chiarezza interiore, e soccombiamo. [140] Non è difficile rendersi conto che le seduzioni del mondo,  e le difficoltà della vita, quando si è soli a combatterle, hanno facilmente la meglio. Anche i grandi santi hanno avuto bisogno del sostegno di una comunità per dare in modo più incisivo la loro santa testimonianza e la loro pacifica “rivoluzione” nella Chiesa. Gesù stesso non inviò singolarmente i suoi discepoli, ma a coppia perché si incoraggiassero e sostenessero l’un l’altro (Cfr. Lc 10,1). Continua il Papa: “La santificazione è un cammino comunitario, da fare a due a due. Così lo rispecchiano alcune comunità sante. In varie occasioni la Chiesa ha canonizzato intere comunità che hanno vissuto eroicamente il Vangelo o che hanno offerto a Dio la vita di tutti i loro membri. Pensiamo, ad esempio, ai sette santi fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria, alle sette beate religiose del primo monastero della Visitazione di Madrid, a san Paolo Miki e compagni martiri in Giappone, a sant’Andrea Taegon e compagni martiri in Corea, ai santi Rocco Gonzáles e Alfonso Rodríguez e compagni martiri in Sud America. Ricordiamo anche la recente testimonianza dei monaci trappisti di Tibhirine (Algeria), che si sono preparati insieme al martirio”. Ci fa molto piacere che, tra i santi e beati citati, ci siano anche le beate martiri Visitandine del primo monastero di Madrid che nel 1936 furono fucilate, a causa della loro fede, durante la guerra civile spagnola. Inoltre, prosegue il Santo Padre: “ci sono molte coppie di sposi sante, in cui ognuno dei coniugi è stato strumento per la santificazione dell’altro. Vivere e lavorare con altri è senza dubbio una via di crescita spirituale. San Giovanni della Croce diceva a un discepolo: stai vivendo con altri «perché ti lavorino e ti esercitino nella virtù».[141] La vita in comune non è sempre facile in quanto, viverla profondamente, comporta il “fare a pugni” con l’amor proprio che spesso spinge a mettere se stessi in primo piano. C’è bisogno di tanto coraggio, tanta abnegazione, tanta umiltà e amore. In compenso, vivere insieme in una comunità religiosa o in famiglia aiuta a crescere, è un antitodo contro l’individualismo. Ce ne danno testimonianza anche i sacerdoti diocesani e alcuni vescovi che nella nostra Diocesi di Roma, pur non essendovi tenuti, hanno fatto la scelta della vita comunitaria.

Preghiamo

Signore che all’io preferisci il noi, aiutaci a riscoprire negli altri il tuo amore, la tua gentilezza, il tuo rispetto, il tuo continuo donarti per la salvezza dell’umanità. Amen

Ed oggi guardiamo alle nostre comunità, religiose, sacerdotali, parrocchiali e familiari: per esse ringraziamo il Signore. Buona giornata,

PG&PGR

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