13 Maggio 2022: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi

un vecchio inno mariano diceva: “Il 13 maggio apparve Maria a tre pastorelli in Cova d’Iria”. E alla Vergine Santa di Fatima vogliamo affidare la nostra riflessione odierna. Il numero 142 della G.E. inizia con una citazione del documento sulla Vita Consacrata (1996) di San Giovanni Paolo II: “La comunità è chiamata a creare quello «spazio teologale in cui si può sperimentare la mistica presenza del Signore risorto»”. Per “spazio teologale” si intendono anche tutte quelle azioni comuni che ci aiutano a sperimentare la presenza del Signore che ha detto di essere in mezzo a coloro che pregano insieme (Cfr. Mt 18,20). Questo non è valido solo per le comunità religiose, ma per ogni tipo di comunità: “Condividere la Parola e celebrare insieme l’Eucaristia ci rende più fratelli e ci trasforma via via in comunità santa e missionaria. Questo dà luogo anche ad autentiche esperienze mistiche vissute in comunità, come fu il caso di san Benedetto e santa Scolastica”. Il Papa si riferisce a quanto si legge nell’Ufficio delle Letture del 10 febbraio, giorno in cui la Chiesa ricorda la santa sorella di Benedetto: una sera, al termine di un loro incontro ella, con una intensa preghiera, chiese al Signore di non permettere al fratello, di tornare al suo monastero. Fu ascoltata e si scatenò un uragano tale che Benedetto e i monaci che lo accompagnavano, non potendo rientrare in monastero, dovettero trascorrere la notte nel luogo di quell’incontro. Tre giorni dopo, dalla finestra della sua cella, il santo monaco vide l’anima della sorella, sotto forma di una colomba, salire al cielo. Francesco papa, ci offre un altro esempio parlando di “di quel sublime incontro spirituale che vissero insieme sant’Agostino e sua madre santa Monica: «All’avvicinarsi del giorno in cui doveva uscire di questa vita, giorno a te noto, ignoto a noi, accadde, per opera tua, io credo, secondo i tuoi misteriosi ordinamenti, che ci trovassimo lei ed io soli, appoggiati a una finestra prospiciente il giardino della casa che ci ospitava […]. Aprivamo avidamente la bocca del cuore al getto superno della tua fonte, la fonte della vita, che è presso di te […]. E mentre parlavamo e anelavamo verso di lei [la Sapienza], la cogliemmo un poco con lo slancio totale della mente [… così che] la vita eterna [somiglierebbe] a quel momento d’intuizione che ci fece sospirare».[142] Eventi tali non sono comuni e il Signore li riserva ad anime particolari perché possano essere di edificazione per tutto il suo popolo. Prosegue, infatti: “Ma queste esperienze non sono la cosa più frequente, né la più importante. La vita comunitaria, in famiglia, in parrocchia, nella comunità religiosa o in qualunque altra, è fatta di tanti piccoli dettagli quotidiani”. Dettagli, a volte talmente piccoli, che rischiamo di passare inosservati, ma che hanno una grande importanza: basterebbero dei semplici “per favore, grazie, scusa…”. In questo contesto il Papa non poteva non accennare alla Sacra Famiglia di Nazaret e alla stessa esperienza del Maestro: “Questo capitava nella comunità santa che formarono Gesù, Maria e Giuseppe, dove si è rispecchiata in modo paradigmatico la bellezza della comunione trinitaria. Ed è anche ciò che succedeva nella vita comunitaria che Gesù condusse con i suoi discepoli e con la gente semplice del popolo”.[143] Siamo ancora in pieno tempo pasquale, ma facciamo passare la nostra preghiera odierna attraverso le mani della Madonna di Fatima:

Vergine Santa, apparendo ai tre poveri pastorelli, hai chiesto preghiera e penitenza. Allontana da noi le seduzioni del mondo e sostienici con la tua materna intercessione nel cammino della fede per insegnarci a dire il nostro “sì” al Signore. Amen

Ed oggi, qualche buon “sì” in più. Buona giornata,

PG&PGR

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