7 Ottobre 2022: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

nella seconda parte di questo capitolo Francesco si sente in obbligo di dare qualche ulteriore spiegazione riguardante il “bacio” dicendo che esso è il segno distintivo della dilezione verso qualcuno. Ci torna alla mente il periodo più nero della pandemia quando eravamo obbligati ad astenerci da questo gesto di affetto…! Dice: “In tutti i tempi ed anche tra gli uomini più santi, il bacio è sempre stato il segno dell’amore e della dilezione. 

Per tale motivo era universalmente in uso tra i primi Cristiani. come attesta il grande san Paolo, quando scrive ai Romani ed ai Corinti: Salutatevi scambievolmente con il bacio santo”. Gesù stesso, ricorda inoltre il Salesio, salutava i discepoli con il bacio e allo stesso modo essi ricambiavano il saluto; nel Vangelo di Matteo (26,48-49) leggiamo, infatti, che, nell’orto degli Ulivi, al momento dell’arresto, Giuda saluta con il bacio il Maestro. E ancora il Signore baciava “anche i bambini, che prendeva amorevolmente tra le braccia” per dare ai discepoli una lezione di carità per il prossimo. Purtroppo oggi questo atteggiamento tenero verso i più piccoli, anche il più innocente, è spesso messo sotto accusa… Continua il Nostro riprendendo il brano del Cantico: Essendo dunque il bacio segno vivo dell’unione dei cuori, la Sposa, che in tutte le sue azioni non ha altro scopo che unirsi al Diletto,grida: «Che mi baci con un bacio della sua bocca». La sposa, che anela e desidera ardentemente di essere unita cuore a cuore, anina ad anima con Dio, suo Sposo e sua vita, si chiede: “Quando potrò versare la mia anima nel suo cuore ed egli verserà il suo cuore nella mia anima e così felicemente uniti vivremo inseparabili?”. Non possiamo, a questo punto, non pensare a tutto ciò che l’Autore ci ha detto nella Filotea. Della prima comunità cristiana si dice che avevano un cuore solo e un’anima sola (Cfr. At 4,32) e Gesù in quella lunga preghiera riportata dall’evangelista Giovanni al capitolo 17 del suo Vangelo, chiede al Padre che i suoi discepoli, quelli di tutti i tempi, possano essere una cosa sola. Nella narrazione biblica, tanto dell’Antico quanto del Nuovo Testamento, troviamo delle testimonianza di amicizie profonde (1 Sam 18,1) e di insegnamenti ed incoraggiamenti ad essere pieni di premura per conservare l’unità dello spirito per mezzo dell’unione nella pace (Cfr Ef 4,3). Francesco, asserendo che “l’Amore unifica, unisce, accoglie, stringe e porta tutto all’unità” cita l’esempio di San Gregorio di Nazianzo e Sant’Agostino che “con i loro amici formavano un’anima sola”; incoraggiante è anche la testimonianza di filosofi pagani come Aristotele che dice «Allorché vogliamo esprimere quanto amiamo i nostri amici, diciamo: la sua anima e la mia non sono che una sola anima». Conclude sapientemente il de Sales mettendoci in guardia: “L’odio si separa e l’amore ci unisce: lo scopo dunque dell’amore non è altro che l’unio0ne dell’amante con la cosa amata”. E questo deve farci riflettere…molto!

Oggi ricorre la memoria della B.V. Maria del Rosario e, dunque, preghiamo con le parole della liturgia

Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre; tu, che all’annunzio dell’angelo ci hai        rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce, con l’intercessione della Beata Vergine Maria, guidaci alla gloria della risurrezione. Amen

Ed oggi, se non abbiamo il tempo di recitare per intero un Rosario, diciamo almeno qualche Ave Maria in più.

N.B.

Essendo il decimo capitolo discretamente lungo, pensiamo sia bene iniziarlo lunedì 10…Ci prendiamo, perciò, un giorno di pausa. Buona giornata e buona domenica,

PG&PGR