15 Maggio 2023: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

siamo al quattordicesimo capitolo nel quale Francesco di Sales ci parla “di qualche altro mezzo con il quale il santo amore ferisce i cuori” e che inizia con questa affermazione: “Niente ferisce un cuore innamorato quanto vedere un altro cuore ferito d’amore per lui…Mai feriamo un cuore con la ferita d’amore, senza che immediatamente ne rimaniamo feriti noi stessi”.

Senz’altro ognuno di noi, al meno qualche volta, ha partecipato all’Azione Liturgica del Venerdì Santo: come non rimanere colpiti (feriti) nell’animo ascoltando la lettura della Passione del Signore narrata dall’evangelista Giovanni e non commuoversi durante l’Adorazione della Croce? Dice Francesco: “Quando l’anima vede il proprio Dio ferito d’amore per lei, ne riceve immediatamente una ferita di ritorno”. Proviamo a pensare al dolore di Maria sotto la croce: ha appena ricevuto in “eredità” la maternità di tutti gli uomini e quel gesto d’amore del proprio Figlio che muore sulla croce, apre in lei una ferita profonda. E Giovanni, che in quel momento rappresenta tutti noi?  “Vedendo il Salvatore nelle nostre anime ferito d’amore per noi fino alla morte e alla morte di croce (Fil 2,8), come potremmo non essere feriti per lui? Dico di una ferita tanto più dolorosamente amorosa quanto la sua è stata amorosamente dolorosa, tanto più che non potremo mai amarlo quanto richiedono il suo amore e la sua morte”. Esiste, però, continua l’Autore, anche un’altra ferita che l’amore può provocare e questo quando, pur amando Dio ci si sente come abbandonati da Lui, oppure il nostro amore viene, apparentemente, messo in dubbio. Allora ci si sente come il povero San Pietro al quale, per ben tre volte consecutive, il Signore chiede: «Pietro, mi ami tu?»  Quando per la terza volta gli viene rivolta questa domanda, Pietro, addolorato, rispose: «Signore, tu sai tutto, tu sai che ti voglio bene» (Cfr. Gv 21, 15-17). Proviamo a metterci nei panni di Pietro: aveva lasciato tutto per seguire il Maestro, rinunciato ad una vita tranquilla, alla sua stessa famiglia ed ora si vede rivolgere, per tre volte la stessa domanda: mi ami tu? Questa stessa domanda il Signore, ogni giorno, la rivolge a ciascuno di noi… Come rispondiamo? Dopo altre considerazioni che, per brevità tralasciamo, Francesco continua dicendo che, a volte, le ferite dell’amore possono essere prodotte al solo ricordo di essere vissuti, in passato, lontani dall’amore di Dio. E non poteva certo tralasciare di citare Sant’Agostino che, nelle “Confessioni”, esclama: «O quanto tardi ti ho amato, bellezza antica e nuova!», ripensando alla sua vita passata visto che “per trent’anni era stato eretico”. Francesco afferma: “La vita presente ha in orrore la vita passata per chi è vissuto senza amare la somma Bontà”.

Ieri, in coincidenza con la sesta domenica di Pasqua, era la festa di San Mattia Apostolo; preghiamo con le parole che la liturgia ci aveva proposto:

O Dio, che hai voluto aggregare san Mattia al collegio degli Apostoli, per sua intercessione concedi a noi, che abbiamo ricevuto in sorte la tua amicizia, di essere contati nel numero degli eletti. Amen

Forse oggi, attraverso qualche incontro, il Signore ci chiederà se lo amiamo… Come risponderemo? Buona giornata,

PG&PGR