13 Febbraio 2024: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

la santa gelosia di Dio per i suoi figli, continua Francesco, “delicatamente e meravigliosamente espressa” è resa molto bene dagli scritti di santa Caterina da Genova, la mistica “laica” che più volte egli cita. E’ strano come il de Sales, riferendosi a lei, anche in altri passaggi, la chiami “santa” visto che la sua beatificazione e ancor più la canonizzazione, sono avvenute dopo la morte di Francesco. Non ci sembra fuori luogo pensare che nel suo cuore e nella sua penna egli considera “santi” tutti coloro che hanno vissuto profondamente nell’amore di Dio. Torniamo a quello che dice Caterina e che il Salesio ci riporta: “L’amore perfetto, ossia l’amore giunto fino allo zelo, non può tollerare intromissione, interposizione o mescolanza di altra cosa, neppure dei doni di Dio, fino a tal rigore da non permettere di desiderare il paradiso, se non per amarvi più perfettamente la bontà di colui che lo dà; per cui le lampade di questo amore puro non hanno né olio, né lucignolo, né fumo: sono tutte fuoco e fiamma, che nessuna cosa al mondo può estinguere”. Prendendo poi in esame il commento ai Salmi di sant’Agostino, prosegue dicendo: “Coloro che portano simili lampade ardenti nelle loro mani, hanno il santo timore delle caste spose, non quello delle donne adultere”. Agostino fa poi delle considerazioni molto interessanti dicendo che tanto le une quanto le altre sono simili nel “temere”, ma con finalità diverse. Molto probabilmente il santo vescovo di Ippona si riferisce, per le caste, al timore-amore, per le adultere al timore-paura; dice: la sposa casta teme per l’assenza del proprio sposo mentre l’adultera teme la presenza del suo; la prima teme che se ne vada, l’altra teme che rimanga. Le anime buone, spose caste, prosegue l’Autore avviandosi a concludere questo capitolo, non sono gelose con una gelosia interessata, ma pura, “che non proviene dalla concupiscenza, ma da una nobile e semplice amicizia”. Tale gelosia si estende anche al prossimo, insieme all’amore di Dio che ne è l’origine: “Amiamo il prossimo per Dio come noi stessi, siamo anche gelosi di lui per Dio come lo siamo di noi stessi, tanto che preferiremmo morire che vederlo perire”.

Preghiamo

Signore donaci un cuore puro capace di amare Te che ne sei la fonte e il fine ultimo, e i nostri fratelli e sorelle, come noi stessi. Amen

Cerchiamo, oggi, di essere maggiormente accoglienti verso coloro che incontreremo. Buona giornata,

PG&PGR