Carissimi,
oggi la Chiesa celebra la festa dei santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele e noi, seguendo l’Esortazione di Francesco di Sales, che abbiamo cominciato a leggere insieme una settimana fa e che oggi concluderemo, ci occuperemo più direttamente di san Mattia, apostolo non scelto direttamente da Gesù, ma eletto, dopo il tradimento e la fine ignominiosa di Giuda, per essere associato al collegio Apostolico. Ma ci piace fare questa considerazione: per quanto i termini “angelo” e “apostolo” non abbiano la stessa radice greca, hanno però in comune la missione: gli angeli sono messaggeri, gli apostoli degli inviati ed entrambi hanno il compito di trasmettere all’umanità la Parola di Dio. Fatto questo, occupiamoci di san Mattia del quale, a dire il vero, non sappiamo molto se non che era giudeo e che subì il martirio, forse a Gerusalemme. Nel libro degli Atti degli Apostoli (1,15-26) leggiamo che gli undici Apostoli e altri discepoli (circa 120 persone), dopo l’Ascensione del Signore, sollecitati da Pietro, si riunirono per eleggere chi avrebbe dovuto prendere il posto di Giuda tra tutti quelli che avevano seguito Gesù dal battesimo di Giovanni al giorno dell’Ascensione (vv.21-22). Con un po’ di immaginazione Francesco dice che tra tutti vennero scelti due candidati: “Uno si chiamava Giuseppe e l’altro Mattia…Giuseppe era giusto e temeva Dio, era un uomo di straordinaria santità e integrità di vita e godeva di grande stima tra gli Apostoli e i discepoli. Siccome entrambi erano uomini di grande virtù, ci fu un po’ di difficoltà nello scegliere tra i due, tanto che per essere certi di seguire la volontà di Dio, tirarono a sorte”. Non meravigliamoci di questo: per i primi cristiani il tirare a sorte non era un gioco d’azzardo ed erano convinti che attraverso di essa Dio esprimeva la sua volontà (Cfr. Prov. 16,33). Inoltre, nella tradizione ebraica si tirava a sorte per stabilire alcuni compiti e servizi liturgici (Cfr. Lc 1,9). Attraverso questo metodo Mattia fu scelto ed entrò a far parte, a pieno diritto, del collegio Apostolico. E Giuseppe, il Giusto? L’Oratore dice che “non perse la sua giustizia…e gli rimase la sua santità”. Da notare che Giuseppe era detto Giusto, di Mattia, oltre al nome, non si dice altro. E questo per insegnarci “che Dio non sceglie sempre i più santi per governare ed avere cariche nella Chiesa. Perciò quelli che sono chiamati non devono gloriarsi ed essere presuntuosi, pensando di essere migliori e più perfetti degli altri, e coloro che non vengono scelti per tali uffici, non devono turbarsi, visto che ciò non impedirà di essere giusti e accetti a Dio”. Quanto la società civile sarebbe migliore e più giusta se questo concetto si realizzasse anche in essa! Una curiosità: da san Pietro a Leone XIV ci sono stati 267 pontefici dei quali solo 82 canonizzati e 11 beatitificati…
Affidiamoci ora alla preghiera del santi Arcangeli:
O Dio, che con ordine mirabile affidi agli angeli e agli uomini la loro missione, fa’ che la nostra vita sia difesa sulla terra da coloro che in cielo stanno sempre davanti a te per servirti.
Amen
Potremmo chiederci perché il Signore ci ha scelti per far parte del suo Popolo, battezzati, cresimati, ecc. e come rispondiamo a questa…elezione?
Buona giornata e auguri a tutti i Michele, Gabriele, Raffaele e ai corrispondenti al femminile.
PG&PGR