Carissimi,
“Ma quale deve essere l’unione e la concordia che dobbiamo avere tra di noi?”, si chiede (e ci chiede) Francesco di Sales, pronto anche a darsi (e a darci) la risposta. Egli dice che Gesù stesso, nel lungo e solenne discorso durante l’Ultima Cena, “dopo aver dato un’incomparabile testimonianza di amore per gli uomini, istituendo il santissimo sacramento dell’Eucaristia”, che è segno di unità, di comunione e di amore, pregò dicendo “Padre mio carissimo, ti supplico affinché tutti coloro che mi hai affidato, siano una cosa sola, come noi, Padre, siamo una cosa sola” (Cfr. Gv 17,11-12.21-22).
Il Signore, sottolinea il Nostro, non parlava soltanto per gli Apostoli, ma per tutti noi ed infatti aveva detto anche: «Non ti prego soltanto per questi, ma per tutti quelli che crederanno in me per la loro parola» (Gv 17,20). E’ bello pensare come Gesù, in quel momento solenne abbia pregato anche per tutti noi! Evidentemente l’unione tra gli uomini non può essere perfettissima come quella che unisce il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Di questo gli Antichi Padri erano perfettamente coscienti e lo stesso san Tommaso d’Aquino dice che dobbiamo accontentarci di avvicinarcene il più possibile, secondo la capacità che abbiamo. Ma il più delle volte, tale capacità dipende direttamente dalla volontà dell’uomo che deve essere decisa per superare le divisioni. Parafrasando, poi, le parole di san Paolo, l’Oratore invita tutto il suo uditorio, e non soltanto le suore della Visitazione, a camminare “nella via della dilezione degli uni verso gli altri, come figli carissimi di Dio: camminate in essa come vi ha camminato Gesù Cristo, che ha dato la propria vita per noi, offrendosi a Dio, suo Padre, in olocausto ed in sacrificio di fragranza e soavità” (Cfr. Ef 5,1-2). Camminare nella “dilezione” è un passo che, partendo dalla concordia e cioè dall’unione dei cuori, va al di là di questa: dilezione vuol dire, infatti, elezione e unione degli affetti. La concordia, visto che il cuore dell’uomo è spesso “ballerino”, potrebbe essere anche solo apparente, forzata, dettata da altri fattori; la dilezione, no, altrimenti non sarebbe tale.
Oggi la Chiesa si invita a ricordare i nostri santi Angeli Custodi, quegli spiriti celesti ai quali la bontà di Dio ci ha voluto affidare singolarmente.
Preghiamo:
O Dio, che con ineffabile provvidenza mandi i tuoi santi angeli perché siano nostri custodi,
dona a noi, che ti supplichiamo, di essere sempre difesi dalla loro protezione e di godere in eterno della loro compagnia. Amen
Con un po’ di buona volontà, potremmo oggi meditare sulle parole di san Paolo che dice che Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere, in Gesù Cristo, santi e immacolati. (Cfr. Ef 1,3-4). E, per facilitarci in questo, ci ha messo accanto un angelo custode…
Buona giornata,
PG&PGR