30 Settembre 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

era la terza domenica di Quaresima quel 27 febbraio 1622 (Pasqua molto bassa!) e Francesco di Sales, per iniziare questa nuova Esortazione, prende lo spunto da un versetto del brano evangelico della liturgia di quel tempo (oggi quel Vangelo viene proclamato il giovedì della terza settimana di Quaresima, n.d.r.). Gesù, nel brano evangelico, risponde con fermezza alle parole di alcuni che lo accusavano di scacciare i demoni in nome Beelzebùl, capo dei demoni (Lc 11,14-18). Il versetto al quale il Nostro rivolge la sua attenzione per introdurre il suo discorso è: «Ogni regno diviso in se stesso, va in rovina.» (v.17). Commenta, dunque: “Ogni regno diviso e non unito in se stesso verrà distrutto, dice Nostro Signore, mente, viceversa, tutti i regni uniti in se stessi per la concordia, che non lascia penetrare la divisione, saranno sicuramente pieni di consolazione: infatti, se sono contrarie le premesse, lo saranno necessariamente anche le conseguenze”.  Ci vengono in mente alcune parole della seconda e terza strofa dell’Inno di Mameli, il nostro inno nazionale, che molti, soprattutto tra le giovani generazioni, ignorano: “Noi siamo da secoli calpesti e derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi”; e ancora: “Uniamoci, l’unione e l’amore rivelano ai popoli le vie del Signore…Uniti per Dio, chi vincer ci può?”. La storia di molti popoli è simile alla nostra e solo l’unione, mettendo da parte gli interessi propri o di parte, confidando in Dio o, comunque nella solidarietà umana, li ha resi liberi. Scusate la digressione, che ci sembrava appropriata e torniamo ora al nostro testo e al de Sales che afferma che le parole di quel versetto evangelico “sono tra le più notevoli, le più considerevoli e le più cariche di conseguenze che abbia detto il divin Maestro: per questo gli antichi Padri (tra i quali san Girolamo del quale oggi ricorre la memoria), le hanno molto meditate traendone varie interpretazioni”. La prima è la concordia e il rispetto per le istituzioni; la seconda è l’unione che deriva dalla ragione e che tiene lontana la distruzione e il disordine, cosa che avviene quando la legge viene calpestata o aggirata. Ce n’è anche una terza, ma la rimandiamo a domani.

Preghiamo con le parole della liturgia odierna:

O Dio che hai dato al santo sacerdote Girolamo un amore soave e vivo per la Sacra Scrittura, fa’ che il tuo popolo si nutra sempre più largamente della tua Parola e trovi in essa la fonte della vita. Amen

Anche la Chiesa può soffrire di disunione, quando ci si lascia tentare dalla superbia, dall’orgoglio, dalla sete di potere e dal proprio tornaconto. L’ultimo scisma ne è la dimostrazione. Il Signore ci liberi da queste tentazioni.

Buona giornata,

PG&PGR