5 Ottobre 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

ecco il racconto al quale abbiamo accennato sabato scorso e che Francesco di Sales attinge dalla “Storia Naturale” di Plinio il Vecchio:

“Un giorno Marcantonio (83-30 a.C.), luogotenente di Giulio Cesare nella campagna di Gallia) comprò da un mercante due giovanetti; allora, come avviene ancora oggi in qualche contrada, si vendevano i bambini; c’erano degli uomini che se li procuravano e poi li trafficavano come si fa per i cavalli, nei nostri paesi (pratica che, con fini orribili e disumani continua anche ai nostri giorni da parte di individui che non meritano neanche di essere chiamati “esseri umani”, n.d.r.).

Quei due ragazzi si assomigliavano tanto e così perfettamente che il mercante li fece passare per gemelli, dato che non era credibile che si assomigliassero tanto se non per quella ragione; infatti non era possibile distinguerli, quando erano separati; Marcantonio tenne molto conto di questo fatto, per cui li pagò un prezzo molto alto. Ma, una volta condotti a casa, scoperse che i due ragazzi parlavano una lingua molto diversa, secondo il racconto di Plinio: uno proveniva dal Delfinato (crediamo si riferisca alla regione del sud-est della Francia tra la valle del Rodano e le Alpi), mentre l’altro era asiatico, regioni molto distanti tra loro. Appena Marcantonio scoperse l’inganno, e che, non soltanto non erano gemelli, ma che non erano neanche dello stesso Paese, montò su tutte le furie e si adirò molto contro colui che glieli aveva venduti. Ma, avendogli un giovane birbantello fatto presente che la rassomiglianza di quei due schiavi era ancora più straordinaria per il fatto che provenivano da contrade diverse e non avevano in comune nessun legame, si calmò, ed in seguito li tenne in tanta stima che avrebbe preferito perdere tutti i suoi beni piuttosto che quei due ragazzi, per la rarità della loro somiglianza”. Cosa vuole trasmetterci il Nostro con questo strano racconto? Spiega: “Che cosa voglio dire, con questo se non che il comandamento dell’amore di Dio e quello dell’amore del prossimo assomigliano a quei due ragazzi di cui parla Plinio, originari di due Paesi estremamente lontani; ditemi, infatti, quale distanza c’è tra l’infinito e il finito, tra l’amore che riguarda il Cielo e l’altro la terra?” Non hanno forse la stessa origine? Sono come due gemelli monozigoti che, pur assomigliandosi molto, possono avere caratteri diversi, ma hanno, comunque, la stessa sorgente. Prosegue il Salesio: “Dobbiamo acquistare quei due amori, come gemelli usciti entrambi dalle viscere della misericordia del nostro buon Dio, nello stesso tempo; infatti, appena Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, nel medesimo istante gli ordinò di amare Dio e il prossimo”. L’amore trova in Dio la sua origine e il suo fine, ma deve essere amore vero, quello con la “A” maiuscola…

Santa Faustina Kowalska, di cui ricorre oggi la memoria facoltativa, fu la propagatrice della devozione a Gesù Misericordioso. Preghiamo:

Signore Gesù che hai reso santa Faustina testimone e missionaria della tua infinita Misericordia, concedici, per la sua intercessione, di poter vivere l’esperienza viva della tua misericordia e di trasmetterla ai fratelli. Amen

Tutti noi siamo stati generati per amore e in quello stesso tempo Dio ha posto nel nostro cuore il germe della sua infinita bontà chiedendoci di farlo crescere.

Buona giornata,

PG&PGR