18 Marzo 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

dopo averci parlato dell’Agostino pieno di difetti e di peccati, Francesco di Sales passa ora a presentarci un Agostino che, pieno della grazia di Dio, inizia una nuova vita. In primo luogo ci parla della sua sobrietà che si oppone non solo al mangiare e bere a dismisura, ma al viverla anche a livello spirituale nella povertà. Dice il Nostro:

“E’ così che l’ha messa in pratica, sant’Agostino; l’ha molto raccomandata ai suoi figli, inculcandola molto profondamente nella loro mente…”. Dobbiamo, a questo punto, fare una precisazione: sant’Agostino non ha fondato un particolare ordine religioso (come san Benedetto, san Domenico, san Francesco e altri), ma è stato l’ispiratore, redigendone la “Regola”, di quello che verrà chiamato “Ordine degli Eremiti di sant’Agostino (o più semplicemente Ordine di sant’Agostino con la sigla ODA). Nel XIII secolo il papa Innocenza IV unificò, sotto questa Regola, tutte quelle comunità che ad essa facevano riferimento; poi, nel 1256, il papa Alessandro IV, unì a questo ordine anche altre congregazioni. Osserva Francesco: “E’ sotto quella Regola che in seguito si sono posti molti Ordini, perché è così dolce e umana che può andar bene per ogni categoria di persone”. Uno dei punti chiave della Regola è quello della povertà che Agostino raccomandava a tutti i suoi figli e che “personalmente amò tanto e dopo la conversione, rifiutò di sposare una ragazza molto ricca che gli era stata destinata”. Poi, diventato prete e vescovo “praticò la povertà fino al punto di non conservare nulla per sé, dando tutto il suo vino e il suo grano ai poveri, fino a vendere la biancheria e le suppellettili della chiesa per andare incontro alle loro necessità”. In una sua biografia (erroneamente attribuita a Pedro Ribadeneira, ndr.), ma scritta con molta probabilità da Possidio, amico e discepolo di Agostino, si racconta che, non avendo più nulla da dare ai poveri, si rivolse ai fedeli dicendo loro con semplicità, candore e libertà ammirevoli “Mio caro popolo, non ho più nulla per soccorrere la miseria dei poveri, ho dato tutto quello che avevo…Per questo, vi prego di soccorrerli con i vostri beni…”. Lo Spirito di Dio che lo aveva sollevato da una vita dedita ad ogni bassa soddisfazione umana, ora parlava attraverso di lui.

Preghiamo

O Dio, che doni la ricompensa ai giusti e non rifiuti il perdono ai peccatori purificati dalla penitenza, abbi misericordia di noi, perché l’umile confessione delle nostre colpe ci ottenga la remissione dei peccati. Amen

Oggi vi chiediamo di pregare per il Santo Padre Leone XIV che, anche se successore di san Pietro, rimane spiritualmente un figlio di sant’Agostino.

Buona giornata,

PG&PGR