Carissimi,
la voce si era sparsa: quell’uomo venuto da Nazaret aveva guarito la suocera di Pietro che, ormai, sembrava vicina alla morte. I testi evangelici di Marco e Matteo dicono che, dopo questo fatto: «Gli portarono tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta ed Egli guarì molti che erano afflitti da varie malattie…». Commenta Francesco di Sales: “Ma, anche oggi, che cosa non farebbero i nostri malati, se sapessero che c’è un uomo di grande esperienza, per convincerlo a visitarli e a guarirli dai loro mali?
Certamente nel XVII secolo non esisteva il Servizio Sanitario Nazionale (fondato in Italia solo nel 1978), e tutti sappiamo che, purtroppo, per potersene servire, soprattutto se si deve ricorrere a qualche visita specialistica, ci sono tempi di attesa lunghissimi. Coloro che, economicamente, sono in grado di affrontare la spesa, devono ricorrere al “privato”. Ma gli altri? Scusate la digressione! Oggi tutti sappiamo che l’aver cura della salute e un diritto/dovere di tutti, ma un tempo, parliamo dell’XI-XII secolo, sembra che non fosse così. Il Nostro riporta uno stralcio di una lettera molto severa che san Bernardo scrisse “ai frati di sant’Anastasio che vivevano a Roma”, lì dove oggi sorge il monastero dei Trappisti, nella zona delle “Tre Fontane” che all’epoca era paludosa e malsana e quei poveri frati erano pieni di malanni. In quella lettera (non meravigliatevi), Bernardo fa loro presente che non era lecito ai frati “fare uso di sostanze medicinali per recuperare la salute, e nemmeno chiederli in quanto, coloro che si erano consacrati al servizio di Nostro Signore, non devono preoccuparsi delle malattie corporali”. Oggi, prescrizioni del genere, farebbero inorridire! E pensare che lo stesso san Paolo, scrivendo a Timoteo (1 Tm 5,23), dice: «Smetti di bere soltanto acqua, ma fa uso di un po’ di vino a causa dello stomaco e delle tue frequenti indisposizioni». Il de Sales sottolinea che “oggi non si usa più il rigore di una volta e tutti pretendono di bere vino (ritenuto curativo fin dai tempi di Ippocrate, ndr) e ricorrere alle medicine e ai medici”. Anzi è da notare che Francesco, fondando la Visitazione, compì un gesto “rivoluzionario” per quell’epoca, nei confronti della salute e del corpo e scelse di dare molta importanza alla salute per favorire la vita spirituale. Grazie Francesco, per non esserti schierato, questa volta, dalla parte di Bernardo: la Chiesa ha a cuore la salute dei suoi figli, tanto di quella spirituale, quanto di quella corporale.
Oggi celebriamo la memoria del grande sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire. Preghiamo:
Dio onnipotente ed eterno, che nella testimonianza dei santi martiri edifichi il corpo mistico della tua Chiesa, fa’ che la gloriosa passione, che meritò a sant’Ignazio una corona immortale, doni a noi protezione perenne. Amen
Anche il nostro corpo è un grande dono di Dio; abbiamone cura e rispettiamolo, cosa che siamo tenuti a fare anche nei confronti degli altri.
Buona giornata e buona domenica,
PG&PGR