Carissimi,
sono passati più di quattro secoli, esattamente 404 anni, da quando Francesco di Sales “dettava” questa Esortazione che oggi concluderemo; eppure ciò che stiamo per leggere, ancora una volta, sembra essere “cosa” dei nostri giorni. Ascoltiamo: “E’ vero che queste cose (cioè la possibilità di ricorrere ad un medico), oggi non sono così rare come allora; i medici erano pochissimi e, qualche volta ce n’era solo uno per un’intera provincia, di modo che, quando lo si voleva rintracciare per consultarlo, bisognava correre da una parte e dall’altra, cosa che richiedeva grandi spese; nessuno di loro si spostava per meno di cento scudi”. Pensate, alcuni studiosi del campo economico, hanno calcolato che 100 scudi francesi, nella metà del XVII secolo, equivalgono a circa 3.000 euro odierni!!! E anche le medicine erano molto care (pensate alle medicine non mutuabili…) ed è forse per questo che, in nome della povertà, gli antichi monaci se ne servivano molto poco, sottolinea il Nostro. Oggi noi possiamo ricorrere al medico molto più facilmente (ammesso e non concesso che lo si trovi!). E quando non si trova? C’è la guardia medica anche se, il più delle volte, suggerisce di ricorrere a qualche “Pronto Soccorso” che, in questo modo, risultano essere sempre più intasati… Il de Sales, proseguendo si sofferma a fare altre due considerazioni sulla suocera di Pietro. Con la prima richiama la nostra attenzione alla “dolcezza, alla rassegnazione e la modestia di quella donna… che furono grandi non attirando l’attenzione sul proprio male e non dicendo una parola…”. Infatti, nei brani evangelici che riportano questo episodio, la donna non dice nulla e sembra rimettersi completamente alla bontà di Dio. Avremmo noi la forza e la fede, di fronte ad una malattia importante, nostra o di qualche persona cara, dire a Dio: sia fatta la tua volontà? Intendiamoci: non che chiedere il dono della salute sia un male… L’altra considerazione riguarda il “dopo miracolo”: appena questa donna ritrova le forze, si mette a servire, cosa che, probabilmente, aveva sempre fatto. “Ora, se volete, -dice ancora l’Oratore-, usate l’immaginazione e guardate come quella donna serva il suo caro Maestro, con amore, gioia e contentezza…”. Per concludere, Francesco ripete, anche a noi, l’invito che, già in altre occasioni, aveva rivolto: “Niente domandare e niente rifiutare” e mettersi sempre e in ogni occasione nelle mani di Dio.
Ieri, anche se domenica, ricorreva la festa di san Luca evangelista. Preghiamo:
Signore Dio nostro, che hai scelto san Luca per rivelare al mondo con la predicazione e con gli scritti il mistero della tua predilezione per i poveri, fa’ che i cristiani formino un cuor solo e un’anima sola, e tutti i popoli vedano la tua salvezza. Amen
All’intercessione di san Luca, il “caro medico”, come lo chiama san Paolo, affidiamo tutti coloro, vicini e lontani, che soffrono nel corpo e nello spirito.
Buona giornata e buona settimana.
PG&PGR