Carissimi,
era domenica 6 marzo del 1622, quarta di Quaresima, e la liturgia del tempo prevedeva il brano del Vangelo di Giovanni (6,1-15), cioè la moltiplicazioni dei pani e dei pesci una sorta di introduzione del “Discorso del pane di vita” che, dal versetto 22, occupa tutto il capitolo. Introducendo questa nuova Esortazione, Francesco di Sales fa una piccola premessa: “L’episodio che la santa Chiesa ci presenta nel Vangelo di oggi, è una quadro nel quale troviamo mille spunti utili per farci ammirare e lodare la divina Maestà; ma questo quadro ci dà modo di ammirare soprattutto la Provvidenza sempre ammirabile, sia generale che particolare, che Dio manifesta in favore degli uomini, specialmente di quelli che lo amano e vivono come cristiani seguendo le sue volontà”.
La Provvidenza di Dio è aperta a tutte le creature e in modo particolare verso gli uomini, anche se pagani o “eretici”; ma per i cristiani, sottolinea Francesco, “attua una Provvidenza molto speciale”. E cosa ci chiede in cambio? Semplicemente il coraggio di seguirlo, ognuno secondo le proprie capacità e la propria vocazione. Prosegue, con una sorta di allegoria che paragona la sequela del Signore, ad una salita: “Alcuni non si accontentano di seguirlo nella pianura delle consolazioni, ma hanno il coraggio di seguirlo anche nei deserti, fin sulla vetta della montagna”. Ma ci sono diverse categorie di persone: chi non ha il coraggio di seguirlo, chi questo coraggio ce l’ha, ma lo segue solo fino ai piedi della montagna e altri che hanno il coraggio di seguirlo fin sulla cima “e così hanno meritato che la divina Bontà si prendesse cura di loro e preparasse per loro un banchetto miracoloso nel timore che venissero meno per la fame”. Molto bella questa metafora: c’è chi non accetta il cammino alla sequela del Cristo pur avendo ascoltato la sua parola perché la ritengono troppo impegnativa; qualche altro accetta il cammino solo in pianura, dove non si fa molta fatica; altri lo seguono fino alla vetta… E noi? Scartata, speriamo, l’opzione della rinuncia, ci fermiamo ai piedi della montagna o prendiamo fiato e affrontiamo l’ascesa? Preghiamo:
Signore dacci la costanza di seguire la tua Parola e i tuoi insegnamenti anche quando il cammino si fa duro, quando facciamo fatica a starti dietro e il fiato manca, quando rischiamo di inciampare e cadere; sii tu la nostra guida sicura e il nostro sostegno. Amen
Oggi, in qualche situazione difficile, non perdiamo il passo: anche se lento, sia perseverante e, siamone certi, il Signore ci tenderà la sua mano.
Buona giornata,
PG&PGR