21 Settembre 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

“Mentre la Chiesa è pellegrina su questa terra lontana dal Signore, è come un esule, e cerca e pensa alle cose di lassù, dove Cristo siede alla destra di Dio, dove la vita della Chiesa è nascosta con Cristo in Dio, fino a che comparirà col suo Sposo rivestita di gloria” (LG 6). Queste parole del Concilio Vaticano II delineano l’itinerario della Chiesa che sa di non avere “quaggiù una città stabile”, ma di essere “in cerca di quella futura” (Eb 13,14), la Gerusalemme celeste, “la città del Dio vivente” (ibidem, 12,22).  Giunti a quella meta terminale della storia, come ci annunzia Paolo, non vedremo più “come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia… Allora conoscerò in modo perfetto, come anch’io sono conosciuto” (1 Cor 13,12). E Giovanni ci ripete che “quando (Dio) si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è” (1 Gv 3,2). (Giovanni Paolo II, Udienza generale di mercoledì 28 giugno 2000).

Carissimi,

ci sembra che queste parole di quel santo papa siano appropriate per concludere l’Esortazione che Francesco di Sales ci sta rivolgendo da quando abbiamo ripreso questi incontri una settimana fa. Possiamo ben renderci conto quanto queste siano in linea con quanto il Nostro ci ha detto commentando il passo evangelico della Trasfigurazione. Ci piace immaginare lo stupore di Pietro, Giacomo e Giovanni che contemplano, in anticipo, una scena che non appartiene a questo mondo. E quale timore avranno provato nell’udire le parole di Dio Padre: «Questo è il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto». Parole, dice il de Sales, “che anche noi udremo” e assisteremo a qualche cosa di indescrivibile: “Il Padre e il Figlio che insieme parleranno dello Spirito Santo: Questo è il nostro Spirito che procede da entrambi, nel quale abbiamo riposto tutto il nostro amore”. Prosegue poi dicendo che questa conversazione e trattenimento tra le Persone divine coinvolgerà anche noi, “e quale sarà il modo divino di intrattenerci?…Sarà un colloquio così segreto che nessuno potrà intenderlo tranne Dio e colui al quale Dio si rivolgerà…Dio dirà a ciascuno dei beati una parola così personale che non ce ne sarà una uguale…Sarà la parola più piena d’amore che si possa immaginare”. Tutto questo si realizzerà quando ci presenteremo di fronte alla misericordia di Dio. Per questo, conclude Francesco: “Camminiamo, dunque, allegramente e gioiosamente in mezzo alle difficoltà di questa vita passeggera; accogliamo a braccia aperte tutte le mortificazioni e le afflizioni che incontreremo sul nostro cammino…”, al termine del quale “…ci saranno soltanto gioie, contentezze e consolazioni eterne”.

La Chiesa oggi celebra la festa di san Matteo, apostolo ed evangelista. Preghiamo:

O Dio, che con ineffabile misericordia hai scelto san Matteo e da pubblicano lo hai costituito apostolo, sostienici con il suo esempio e la sua intercessione perché, seguendo te, possiamo aderire fermamente alla tua parola. Amen

 

Quanto abbiamo letto in questi giorni ci aiuti ad affrontare la vita di ogni giorno e rafforzi al nostra speranza.

 

Buona giornata,

PG&PGR