19 Settembre 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

una domanda che, probabilmente qualche buona suore della Visitazione o qualche altro uditore può aver fatto, è questa: Se potremo conversare con tutti coloro che si trovano nella Gerusalemme celeste, che cosa diremo? Di cosa parleremo? Risposta di Francesco di Sales: “Parleremo delle misericordie che il Signore ha usato quaggiù nei nostri confronti, per mezzo delle quali ci ha offerto la possibilità di entrare in un godimento tale da soddisfarci totalmente da solo”. Questo ci offre l’occasione di pensare e riflettere sulla misericordia che Dio mostra nei nostri confronti oggi, mentre viviamo ancora in questo mondo nella condizione di peccatori. Ma attraverso le parole del profeta Isaia (1,18), possiamo e dobbiamo sempre sperare in questa misericordia: «Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana». Ma c’è una condizione: quella di essere docili alla Parola del Signore ed ascoltarla. Tanti santi, prima di essere tali, hanno percorso strade lontane da quelle del Vangelo: Pietro lo ha rinnegato, gli altri apostoli lo hanno abbandonato; Paolo lo ha perseguitato, Agostino e altri hanno camminato a lungo per vie contrarie a quelle dell’amore di Dio. Eppure, ad un certo punto, si sono lasciati toccare da questo amore e hanno iniziato a “conversare” con Dio. E questa conversazione continua anche nella vita eterna. Ricorderete che qualche giorno fa Francesco ci aveva parlato di questo sottolineando che avremo la possibilità di conversare con la “santissima umanità di Nostro Signore”. Oggi riprende quel pensiero (che sinceramente in quel momento ci appariva difficile da comprendere), parlando “dell’onore e la grazia che avremo di poter conversare anche con Nostro Signore fatto uomo”. A questo punto prosegue dicendo: “La nostra felicità crescerà a dismisura, in modo da non potersi dire. Cosa faremo, care anime, che sarà di noi quando, attraverso la sacra ferita del suo costato, scorgeremo il cuore adorabilissimo e amabilissimo del nostro Maestro, completamente bruciante per l’amore che ci porta, e che in quel cuore vedremo scritti tutti i nostri nomi a caratteri d’amore?”. Quella sarà felicità vera ed eterna, felicità alla quale siamo stati chiamati fin dal momento del nostro concepimento.

Anche se un po’ liturgicamente declassata, oggi ricorre la memoria del martire san Gennaro, venerato in modo particolare a Napoli e in tutta la Campania e anche in alcune città delle Marche e dell’Abruzzo. Insieme a tutti questi fratelli e sorelle, preghiamo:

Guarda, o Padre buono, la fede del tuo popolo in preghiera nella memoria di san Gennaro, vescovo e martire, che nessuna prova poté separare dall’unità del corpo di Cristo Amen

Fermiamoci, oggi, qualche momento per ringraziare il Signore per quell’amore che nutre, da sempre, per ognuno di noi.

Buona giornata e buona domenica,

PG&PGR