17 Settembre 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

forse la domanda che stiamo per porre farà sorridere qualcuno: tra coloro che sono già entrati nell’eternità, esiste comunicazione? Domanda certamente un po’ strana, forse avanzata da qualcuno dell’uditorio di Francesco di Sales alla quale egli cerca di dare una risposta partendo da una contro-interrogazione: “Certamente, ma con chi? Con tre tipi di persone: tra di loro, con gli Angeli, gli Arcangeli, i Cherubini, i santi Apostoli, i Confessori della fede, le Vergini, con la gloriosa Vergine, nostra Signora, con la santissima umanità di Nostro Signore e, infine, con la stessa adorabile Trinità, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo”.

Per cercare di comprendere meglio questo “parlamento celeste” dobbiamo tornare sul monte Tabor e al brano evangelico che ha dato origine a questa Esortazione, quello della Trasfigurazione (Mt 17,1-9): i tre apostoli videro il volto del Signore più luminoso e splendente del sole e Mosè ed Elia che conversavano con lui. Pietro, non sapendo dire altro, tra la paura e lo stupore riuscì soltanto a balbettare: «Signore è bello per noi stare qui…(v.4)». Nessuno di loro, evidentemente, aveva conosciuto quei due personaggi così importanti per la storia del popolo d’Israele, ciononostante, li riconobbero. Il de Sales fa dunque questa coraggiosa affermazione: “Nella felicità eterna noi ci conosceremo tutti”, anche coloro che non abbiamo mai conosciuto in vita. Ma se riusciremo a dialogare con coloro che non abbiamo mai conosciuto “Dio mio – esclama il Nostro – quale gioia proveremo nel vedere coloro che abbiamo amato con molto affetto in questa vita!”. Prosegue: “Conosceremo anche nuovi cristiani che si convertono ora alla nostra santa fede nelle Indie, in Giappone e agli antipodi. Le amicizie che saranno state buone in questa vita, continueranno eternamente nell’altra”. Non sappiamo quali pensieri e considerazioni possano affacciarsi nelle vostre menti ascoltando queste parole, ma a noi piace crederci. Aggiunge il Nostro: “Ameremo in modo particolare alcune persone, ma queste amicizie personali non daranno luogo a parzialità, perché tutti i nostri affetti prenderanno la loro forza dalla carità di Dio che, guidandoli tutti, farà in modo che ameremo ogni beato con quell’amore eterno con il quale saremo stati amati dalla divina Maestà”.

La liturgia oggi ricorda san Roberto Bellarmino che fu uno degli esaminatori per l’ammissione di Francesco di Sales all’episcopato. Preghiamo

O Dio, che per difendere la fede della Chiesa hai donato al santo vescovo Roberto Bellarmino scienza e virtù mirabili, concedi al tuo popolo, per sua intercessione, di custodire con gioia l’integrità della stessa fede. Amen

Quello che Francesco asserisce è senz’altro frutto della sua fede e del suo amore per tutte le creature, quelle terrene e quelle celesti; una fede e un amore che vuole trasmettere ad ognuno di noi

Buona giornata,

PG&PGR