Carissimi,
quanto abbiamo letto ieri, anche se frutto della fantasia di san Gregorio Magno, ci aiuta a capire come per noi, poveri mortali, non sia possibile conoscere la grandezza delle cose che riguardano la vita eterna. Tante volte abbiamo difficoltà a comprendere ciò che riguarda il mondo presente: il perché del male che si manifesta attraverso l’odio, attraverso la superbia e l’egoismo che portano l’uomo ad essere il pericolo numero uno di se stesso e del pianeta nel quale viviamo…e tanti altri perché… Come potremo, dunque, comprendere ora ciò che riguarda le cose di Dio? Una prima difficoltà, dice Francesco di Sales, “è di sapere se le anime dei beati, essendo separate dai loro corpi, possano intendere, vedere, udire: ossia avere le funzioni dello spirito come quando erano unite ai corpi”. Chi di noi, magari pensando ai propri defunti, non si è mai posto una domanda del genere? L’Oratore risponde: “Le anime dei beati non soltanto esercitano le facoltà come prima, ma molto più perfettamente”. Per confortare ciò che afferma egli chiama in causa sant’Agostino che, in una sua lettera, parla di un medico molto famoso e generoso e che, quando era giovane, aveva cominciato a dubitare che l’anima, separata dal corpo, potesse vedere, sentire e comprendere. Poi, in seguito ad un sogno, i suoi dubbi furono fugati ed ebbe la certezza che le anime, anche se separate dal corpo, hanno “una piena e assoluta libertà di compiere le loro funzioni ed le loro azioni”. Anzi, aggiunge il Nostro, queste azioni saranno ampliate: “Per esempio, il nostro intelletto vedrà, mediterà e capirà non soltanto una cosa alla volta, ma molte contemporaneamente…”. Se riusciremo a fidarci di queste parole, anche se ora non possiamo comprenderle appieno, la prima difficoltà potrà essere superata. Ma, dato che lo spirito umano è sempre in ricerca, subito sorge una seconda difficoltà che, sottolinea il de Sales, “riguarda l’opinione di alcuni che sostengono che quell’ebbrezza (causata dalla beatitudine), toglie loro la capacità di compiere qualsiasi azione…”. Sarebbe come dire che una solenne “sbornia” toglie la capacità di agire…Scusate il paragone! Se così fosse, tra le altre cose, che senso avrebbe parlare della Comunione dei Santi? No, siamone certi! Per questo egli si sente di affermare con assoluta certezza: “Non dobbiamo credere che il nostro spirito diventi ottuso e intorpidito per l’abbondanza del godimento della gioia eterna…” Tale ebbrezza lo spingerà a moltiplicare quegli slanci d’amore verso di noi.
Alla Vergine Addolorata, di cui oggi facciamo memoria, rivolgiamo la nostra preghiera:
O Maria, Vergine Addolorata, madre vicina a chi soffre e presente sotto la croce di Gesù, accogli la nostra preghiera. Insegnaci a credere nel buio, a sperare nella prova e a portare con te ogni dolore della vita verso la luce della pace e del perdono. Amen
Nei momenti di buio, di prova, di dolore, di confusione, rivolgiamoci a Lei con la fiducia dei figli…
Buona giornata,
PGPGR