22 Settembre 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

era il 24 febbraio 1622, giovedì dopo la seconda domenica di Quaresima che coincideva con la festa di san Mattia apostolo e Francesco di Sales inizia una nuova Esortazione. Ma come, potrà obiettare qualcuno, la festa di san Mattia non si celebra il 14 maggio? Avete perfettamente ragione, ma questo solo dal 1969; diversi motivi liturgici che, per brevità, non stiamo qui a spiegare, hanno suggerito questo spostamento. Esordisce il Nostro: “Ho pensato di fare una premessa, una similitudine, un paragone mettendo a confronto quello che avvenne nella vita del ricco perverso (Cfr. Lc 16,19-30) con quanto capitò a Giuda, al povero Lazzaro e a san Mattia. Che strano confronto! Un ricco del quale non si conosce il nome e che viene definito “epulone” (mangione, banchettatore) e Lazzaro, povero mendicante coperto di piaghe che brama di sfamarsi con ciò che cade dalla tavola del ricco; un apostolo traditore e suicida, con un altro, Mattia, che prende il suo posto nel collegio apostolico (Cfr. At 1,12-26). Il filo conduttore di questa Esortazione non è tanto la storia dei personaggi citati, ma il loro diverso modo di aderire alla vocazione e alla grazia di Dio. Tutti siamo chiamati a vivere secondo la grazia che Dio concede, “sempre sufficiente a chiunque la voglia ricevere; questa è una verità sacrosanta”, sancita anche dal Concilio di Trento che afferma: “Non ci manca mai la grazia, ma siamo noi che manchiamo alla grazia, rifiutando di riceverla o di dare ad essa il nostro consenso”. Infatti, nel Vangelo di Matteo, Gesù afferma: «Molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti» (22,14). Frase che potremmo spiegare dicendo che a tutti è offerta la possibilità di vivere nella grazia di Dio, secondo la propria vocazione, ma sono sempre pochi quelli che accettano di viverla. Prosegue, a tale proposito, il de Sales: “Il ricco perverso non era forse chiamato alla stessa vocazione di Lazzaro? E Giuda, a quella di Mattia?…Infatti il ricco perverso era anch’egli ebreo, visto che chiama Abramo suo padre…”. Senz’altro egli era stato maggiormente favorito, ma proprio per questo aveva un obbligo maggiore di servire Dio assistendo il povero: “Due uomini chiamati egualmente da Dio, ma colui che aveva ricevuto di più e che era tenuto maggiormente a servirlo vive e muore da miserabile, mentre il povero Lazzaro lo serve con fedeltà (accettando la sua condizione), e muore felicemente”. Ma il confronto tra Giuda e san Mattia? Beh, ci risponde Francesco: questo lo vedremo domani.

Preghiamo

Signore che doni ad ogni uomo e ad ogni donna la grazia per vivere secondo la propria vocazione battesimale, aiutaci ad attingere sempre al tuo amore per testimoniare nei nostri ambienti di vita l’amore che tu nutri per ciascuno di noi. Amen

Pensiamo, oggi, alla nostra vocazione personale e chiediamoci se siamo sempre pronti a rispondervi con entusiasmo o ci lasciamo spesso prendere dalla pigrizia?

Buona giornata,

PG&PGR