Carissimi,
la carità cristiana richiede che tutti, religiosi, religiose e laici, abbiano sempre un occhio di riguardo per coloro che sono nella sofferenza fisica e spirituale. Francesco di Sales raccomanda questo a tutti e, in modo particolare, a coloro che hanno delle responsabilità, dicendo: “La carità è più forte ed obbliga più della natura, non risparmia nulla; è, dunque, per questo motivo che i Superiori provvedano alle necessità di coloro di cui hanno la responsabilità”. Lo stesso discorso, aggiunge, è valido anche per coloro che sono legati da affetti familiari. Vorremmo allargare questo “invito” anche a coloro che, nella società civile, hanno delle responsabilità verso quei cittadini che si trovano in difficoltà. Per quanto riguarda gli affetti familiari, qualcuno potrebbe pensare che sia una cosa naturale, e che non ci sia bisogno di un precetto particolare, ma la realtà che forse molti non vedono o non vogliono vedere, è che tante persone anziane e sofferenti, troppo spesso si trovano a non poter contare sull’aiuto dei loro familiari o perché vivono lontani, o perché hanno troppo da fare, o altro. Ma, grazie a Dio, tanti altri, familiari e non, si dedicano, a volte con grandi sacrifici, all’assistenza dei propri cari, o di altri, anziani e ammalati. Tornando alla suocera di Pietro, il de Sales ci fa notare che essa “sapeva che Nostro Signore si trovava a Cafarnao e che guariva molti ammalati; ma non si agita per fargli sapere quanto soffre o per chiedergli di venirle a far visita”. E, nonostante i brani evangelici di Luca e Matteo siano molto sintetici su questo episodio, limitandosi a dire che questa povera donna aveva una grande febbre e che i congiunti parlarono di lei a Gesù, Francesco immagina quell’incontro: “Ciò che stupisce di più è che (l’ammalata) lo vede nella propria casa, lo guarda ed egli la guarda; ma non gli dice una parola della sua malattia per invitarlo ad avere compassione di lei…”. Nell’immaginare questa scena e descriverla (e qui l’immaginazione lascia il posto ad altro), l’Oratore medita e ci invita a meditare: quella donna non grida, non chiede, e, nel suo silenzio, si affida alla bontà di Gesù. Un atteggiamento diverso da quello di tanti altri che si erano rivolti al Signore per chiedere la guarigione, propria o dei propri cari: la donna cananea (Mt 15,22), il centurione (Lc 7,1-10), i dieci lebbrosi (Lc 17,11-13) e tanti altri. Ma tra tutti, ci fa ancora notare il Salesio, “soltanto la Maddalena era andata da lui per curare il cuore e guarire le proprie infermità spirituali”. E questo dovrebbe farci riflettere…
Oggi ricordiamo santa Margherita Maria Alacoque, la Visitandina alla quale si deve la diffusione della devozione a Sacro Cuore di Gesù. Preghiamo:
Effondi su di noi, o Signore, lo spirito che in modo singolare hai donato a santa Margherita Maria, perché possiamo conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza e siamo ricolmi di tutta la sua pienezza. Amen
Oggi chiediamo al Signore che guarisca il mondo da tutte quelle “infermità” spirituali che sono causa di tanti mali e tante violenze.
Buona giornata,
PG&PGR