Carissimi,
avviandosi a concludere questa Esortazione, Francesco di Sales si rivolge, in modo particolare, a coloro hanno scelto la vita religiosa e che “hanno fatto professione di accompagnarlo per le vie difficili e aspre sulla montagna della perfezione…”. Ma se quella della vita religiosa è una via “difficile ed aspra”, non lo è di meno quella della vita laicale che, il più delle volte, non impegna solo personalmente, ma coinvolge, con la sua testimonianza, la famiglia, l’ambiente di lavoro e della scuola e tutta la società. Evidentemente non vogliamo assolutamente sottovalutare ciò che il Nostro dice a proposito della vita religiosa (ci mancherebbe altro, visto che siamo direttamente coinvolti!!!), ma crediamo sia opportuno coinvolgere in questo ogni battezzato, qualunque sia il suo stato di vita. Gesù, quel pane d’orzo, volle fosse distribuito a tutti, senza distinzioni, neanche nei confronti degli Apostoli, quelli che Lui aveva scelto per una missione particolare. Proseguendo l’Oratore richiama la nostra attenzione sul “pane d’orzo”, un pane “povero” differente da quello fatto di frumento: è più rustico e con una mollica più densa, simile a quello che oggi chiamiamo “pane integrale”. Il Signore, sottolinea, non volle cambiare la natura di quel pane, messo a disposizione da quel ragazzo, per renderlo più piacevole al palato, ma “si servì di quella provvista, per compiere il miracolo; e questo per insegnarci che, finché abbiamo qualche cosa, vuole che gliela presentiamo, e che, se deve compiere un miracolo a nostro favore, intende partire da ciò che abbiamo” e, ci permettiamo di aggiungere, di ciò che siamo. “Per esempio – aggiunge – se abbiamo dei buoni desideri e dei buoni pensieri, ma non abbiamo forze sufficienti per praticarli e metterli in atto, presentiamoglieli e li renderà tali che possiamo digerirli”. Per concludere, il Salesio, conoscendo la mutevolezza della nostra umanità, ci incoraggia: “Non turbiamoci e manifestiamo questa nostra buona volontà al Signore, poniamola tra le sue mani ed Egli la riprodurrà quante volte sarà necessario perché ne abbiamo abbastanza per tutta la nostra vita terrena”. Perciò, carissimi, ricordiamoci che, anche nei momenti difficili e di aridità spirituale, il Signore è con noi, ci ama e ci sostiene. E di questo possiamo esserne certi.
Preghiamo
Signore non permettere che le nostre debolezze, le nostre paure e nostri dubbi soffochino la speranza. Vogliamo confidare in Te, sempre e, in modo particolare, quando non ti sentiamo vicino… Ma tu ci sei, sempre. Amen
A volte la fatica può farci dubitare della presenza del Signore nella nostra vita di fede; non cadiamo in questa assurda, ma reale, tentazione; invochiamo con fede il suo nome continuando a confidare in Lui.
Buona giornata,
PG&PGR