28 Ottobre 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

Francesco di Sales inizia questa sezione dell’Esortazione che stiamo leggendo insieme, sottoponendo all’uditorio una domanda riservandosi di dare dopo la sua risposta: “Che cosa preferireste? Essere nutriti di un pane cotto sotto la cenere, in compagnia del profeta Elia…oppure, con lo stesso profeta, di pane e di carne che riceveva dal becco di un corvo?” Domanda molto strana, ma per capire di cosa l’Oratore stia parlando e per comprenderne il significato bisogna far riferimento al Primo libro dei Re (17,2-6): il profeta Elia, in polemica con il re Acab, si rifugia ad Oriente del fiume Giordano. Inoltre egli, dopo aver ucciso i 450 profeti di Baal (1Re 18,20-40) deve fuggire per mettersi in salvo dalla vendetta della regina Gezabele, moglie di Acaz, si avvia verso il monte Oreb. In tutte e due le occasioni Dio assicura il sostentamento al profeta: prima sfamandolo col pane cotto sotto la cenere e poi fornendogli della carne attraverso un corvo. Forse, senza attendere la risposta dell’uditorio, il Salesio dice: “Non posso sapere cosa ne pensate voi, ma per quello che mi riguarda, vi dirò francamente che preferirei ricevere dall’angelo il pane cotto sotto la cenere, anziché del pane, per bianco che sia, e della carne, portatami dal becco di un corvo che è un uccello infetto e puzzolente”. Possiamo immaginare che molti altri, nell’uditorio, abbiano annuito. Ma cosa c’entra tutto questo con tutto quello che abbiamo letto nei giorni scorsi? Francesco, forse intuendo questa domanda da parte di qualcuno, si affretta a dare una spiegazione applicando, alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, ciò che ha appena detto: “E’ meglio un pezzo di pane d’orzo dalle mani di Nostro Signore che la manna da quelle di un angelo. Mille volte più onorata quella gente che mangia un pezzo di pane alla tavola di Nostro Signore, di chi viene nutrito di perle e dei cibi più squisiti di questo mondo”. L’esempio di Elia sfamato e rifocillato, prima dal pane cotto sotto la cenere, e poi dalla carne fornita dal corvo, è figura delle scelte che siamo chiamati a fare nella vita. La mentalità del mondo è sempre in contrasto con quella di Dio che noi cristiani dovremmo imparare, giorno dopo giorno, a calare nella nostra vita.

Oggi celebriamo la festa degli Apostoli Simone (detto lo zelota) e Giuda Taddeo (da non confondere col traditore).

Preghiamo con la liturgia odierna:

O Dio, che per mezzo degli apostoli ci hai fatto giungere alla conoscenza del tuo nome,

per l’intercessione dei santi Simone e Giuda concedi alla tua Chiesa di crescere sempre

con l’adesione di nuovi popoli alla fede. Amen

Anche oggi siamo di fronte ad una scelta: la manna che cade dal cielo o il pane frutto di impegno e sacrificio?

Buona giornata,

PG&PGR