Carissimi,
dopo aver affermato che il miracolo della risurrezione del figlio della vedova di Nain è stato uno dei più grandi operati dal Signore (perché non era stato richiesto), Francesco di Sales richiama la nostra attenzione sul gesto di Gesù che “toccò la bara, per indicare che si fermasse il corteo, perché intendeva risuscitare quel giovane”. Certamente quel gesto visibile a tutti non sarebbe stato necessario, ma, spiega, avendo il Salvatore assunto la nostra condizione umana, spesso si serviva di gesti concreti, visibili a tutti come, ad esempio, accade nella guarigione del cieco nato (Cfr. Gv 9, 6) o alle nozze di Cana (Cfr. Gv 2,7). D’altronde, anche noi, per esprimere il nostro sentimento nei confronti di qualcuno, ci serviamo di gesti visibili: un bacio, un abbraccio o una semplice stretta di mano. Ma facciamo anche altri gesti, molto meno simpatici, per esprimere il nostro disappunto…soprattutto quando siamo in auto…! Annota il Nostro: “Dopo che il Verbo si è incarnato, ha conversato con noi visibilmente, ha abitato tra noi nella sua carne; e per dimostrarcelo ha voluto servirsi di quella, ossia della nostra umanità, come di un mezzo o strumento per compiere le opere che appartenevano alla sua divinità”. Una terza osservazione: Gesù incontrò quel corteo funebre alle porte della città. Sembrerebbe un particolare di poco conto, una semplice questione di igiene, ma Francesco, alla scuola di san Girolamo, legge questo fatto in un’ottica diversa, visto che ai suoi tempi molte sepolture, soprattutto di personaggi importanti e benefattori, venivano fatte nelle chiese: “Il costume di seppellire i cristiani nelle chiese è stato introdotto soltanto dopo l’Incarnazione del Figlio e si è praticato soltanto dopo la morte di Nostro Signore, perché con quella morte ci sono state aperte le porte del Cielo”. La storia ci dice che poi, nel 1804, una legge napoleonica estesa anche all’Italia, vietò la sepoltura dei morti nelle chiesa. Con licenza del nostro santo, cogliamo l’occasione per segnalare alcuni abusi “moderni” per quanto riguarda la sepoltura dei defunti; è bene, dunque, avere le idee molto chiare su alcune questioni: oggi la Chiesa permette la cremazione purché tale scelta non sia fatta “come negazione dei dogmi cristiani, o con animo settario o per odio contro la religione cattolica e la Chiesa” (Documento della Congregazione per la dottrina della fede “Ad risorgendum cun Christo” – 2016). Inoltre la Chiesa non approva alcune prassi come la dispersione delle ceneri o la conservazione delle stesse in case private e ribadisce che il luogo cristianamente idoneo per la tumulazione, tanto del corpo, quanto delle ceneri, è il cimitero. Per quanto riguarda la sepoltura nelle Chiese, è riservata ai vescovi diocesani (in Cattedrale) e ad alcuni santi e beati in altre chiese.
Preghiamo pensando a tutti i nostri cari defunti:
In Paradiso vi accompagnino gli angeli, al vostro arrivo vi accolgano i martiri e vi conducano nella santa Gerusalemme; vi accolga il coro dei beati e con Lazzaro, povero in terra, possiate godere della gloria dei cieli. Amen
Pensando a quale gloria siamo chiamati, quali figli di Dio, ringraziamolo.
Domani e lunedì non ci sentiremo e riprenderemo i nostri incontri martedì 3 novembre.
Buona giornata e buona festa di Tutti i Santi,
PG&PGR