Carissimi,
se il discorso di ieri ci aveva colpito per la sua profondità e complessità, quello odierno, certamente, ci provocherà in modo più diretto: Francesco di Sales vuole parlarci…della morte! E lo fa con due annotazioni: “La prima – dice – è sapere se bisogna temere o no la morte”. Una domanda che, a dir poco, ci lascia spiazzati. Come cristiani sappiamo bene che un giorno terminerà la nostra esistenza terrena, ma sappiamo anche che, se il corpo cesserà di vivere, la nostra anima è immortale, perché così ha voluto il Creatore. Ma chi di noi può dire di non temere quel momento in cui chiuderemo gli occhi? Il de Sales ci dice che qualche antico filosofo ha sostenuto “che non bisogna temere la morte e che coloro che la temono lo fanno per mancanza di intelligenza e di coraggio”. Allora vuol dire che siamo tutti poco intelligenti e “fifoni”! Ma per fortuna i nostri antichi Padri, aggiunge, hanno risposto in maniera differente sostenendo che “anche se i cristiani non devono temere la morte perché devono essere sempre pronti a morire bene, nondimeno non è per questo che saranno esenti da tale timore”. E’ una consolazione sapere che gli antichi Padri ragionavano in modo assai diverso da quei filosofi e conoscevano bene l’animo umano che si interroga sul mistero della morte e sul come si può essere certi “di trovarsi nello stato di compiere bene quel passaggio, dato che per morire bene bisogna essere buoni?” E ancora: “Chi è certo di essere buono, ossia di avere la carità necessaria per essere trovato tale nell’ora del trapasso? Nessuno può saperlo se non ne ha ricevuto una rivelazione particolare; e anche quelli che l’hanno ricevuta non sono stati esenti dal timore della morte”. Quella dell’Oratore è certamente un’affermazione forte, coraggiosa, ed estremamente vera. Pensiamo, ad esempio al buon ladrone: non avrà avuto timore di morire nonostante l’assicurazione fattagli direttamente da Gesù? Siamo esseri umani, attaccati alla nostra vita terrena, alle persone alle quali vogliamo bene e, pur conducendo una vita lontana dal male, quel timore ce lo portiamo dentro. Non crediamo che questo si possa negare. Ma non dobbiamo mai dimenticare che sarà proprio quel “passaggio” che ci permetterà di vedere Dio!
Oggi la Chiesa ricorda san Carlo Borromeo, il grande arcivescovo di Milano al quale Francesco di Sales era molto devoto. Preghiamo con le parole della liturgia:
Custodisci nel tuo popolo, o Signore, lo spirito di cui hai ricolmato il vescovo san Carlo,
perché la Chiesa si rinnovi incessantemente e, conformandosi all’immagine del tuo Figlio,
manifesti al mondo il volto di Cristo Signore. Amen
Sì, certamente siamo solo poveri esseri umani, abbiamo tanti timori e quello maggiore è quello della morte. Ma ci consola il fatto che accanto al Giudice Supremo, abbiamo degli ottimi avvocati difensori: il “Foro” del Paradiso ne è pieno e la Vergine Maria è la più importante.
Buona giornata,
PG&PGR