Carissimi,
la quarta considerazione che Francesco di Sales ci invita a fare è, a dire il vero, un po’ complicata; comunque cercheremo di semplificarla o, quantomeno, ci proveremo. Ascoltiamolo: “Nostro Signore dice: Ragazzo, io ti dico alzati” ed ammette che “questo fatto è difficile alla comprensione”. La difficoltà nasce da questa domanda: “Chi è colui che Egli chiama ragazzo?” E perché Gesù usa quel termine? Si riferisce al corpo o all’anima? A nessuno dei due, spiega Francesco: “Quel giovane uomo, da morto non era un ragazzo: né quanto al corpo, né quanto all’anima” che è immortale e il corpo era soltanto ciò che resta dopo la morte. Gesù, con quell’espressione vuole dimostrare “che la sua Parola è onnipotente ed efficace e attua quello che dice”. Infatti è attraverso la Parola che Dio onnipotente ha creato il cielo e la terra, “che ha tratto l’essere dal non essere”, l’uomo animato dalla terra inanimata, in quanto “la sua parola è efficace, opera quello che dice, e di ciò che non è fa ciò che è” (Cfr. Rom 4,17). Proviamo a semplificare ulteriormente: la Parola del Signore è forte, potente, efficace, sempre e rende possibile quello che agli occhi umani sembra impossibile. Attraverso la Parola Gesù ha risuscitato quel giovane, la figlia di Giairo e Lazzaro e attraverso quella stessa Parola, anche noi, prosegue il Salesio, nel giorno del giudizio, risorgeremo, chiamati per ordine di Dio per presentarci davanti a Lui. A questo punto, forse vedendo le facce perplesse di coloro che ascoltavano, fa questo parallelismo: i morti risorgeranno in virtù della Parola di Dio, così come, attraverso la Parola, e l’invocazione dello Spirito, il pane e il vino diventano corpo e sangue del Signore Gesù: “Infatti – dice – in quella risurrezione generale avverrà la transustanziazione delle ceneri che si trovano nelle tombe, e altrove, in veri corpi viventi che, in un istante, si troveranno nel luogo assegnato per l’ultimo giudizio”. Se crediamo nel mistero dell’Eucarestia, a quel cambiamento di sostanza che nutre il credente, si chiede il Salesio, “perché non dovremmo credere a tutte le Parole di Dio?…E quale difficoltà può esistere nell’articolo della risurrezione dei morti, visto che viene operata dall’onnipotenza di Dio?” E forse è proprio questa la domanda più importante e la nostra risposta può essere data solo attraverso la fede.
Preghiamo insieme con alcune parole del salmo 23:
Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla…Se dovessi camminare in una valle oscura non temerei alcun male perché tu sei con me…Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni…e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni. Amen
Ripensando a queste parole e a quanto abbiamo letto, ripetiamo con fede: Signore, aiutaci a credere di più.
Buona giornata,
PG&PGR