15 Dicembre 2025: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

Francesco di Sales, da buon pastore, preoccupato di essere il più chiaro possibile, forse guardando i volti di coloro che lo ascoltavano, per “illustrare” meglio il mistero dell’Incarnazione, ricorre ad un esempio, stavolta, tratto dalla Sacra Scrittura: E’ la storia di Gedeone, uno dei Giudici che cercavano di guidare il popolo d’Israele, sempre pronto a tradire il suo Dio, tra il 1150 e il 1050 a. C. Il popolo d’Israele, che ancora una volta si era allontanato dal vero Dio, viene lasciato in balia dei suoi nemici. Ma lo Spirito di Dio, ad un certo punto, si pose sul giovane Gedeone che, divenuto comandante dell’esercito “volendo sapere – prima di attaccare battaglia contro i Madianiti – se avrebbe avuto il favore di Dio, gli chiese un segno”: prese un vello, cioè una pelle di animale, lo stese per terra chiedendo al Signore di irrorarlo d’acqua se, quella di scendere in battaglia era la sua volontà, senza però bagnare il terreno attorno al quale era stato steso. Il prodigio avvenne, ma Gedeone, vista la responsabilità che il Signore gli aveva affidato, volle chiedere una controprova: durante la notte cadde la rugiada che bagnò tutto il terreno attorno al vello che rimase completamente asciutto. Gedeone attaccò i Madianiti con soli 300 uomini e li sconfisse (Cfr. Gdc 6,36-40).  Questa storia assomiglia molto a quella della costruzione della Basilica romana di Santa Maria Maggiore: La Vergine, in sogno, aveva chiesto a papa Liborio una chiesa a lei dedicata; sembra che il Pontefice abbia chiesto un segno sul dove edificarla e la mattina del 5 agosto 358, il colle Esquilino era coperto di neve, ma non il resto della città. Forse questo fatto è solo una leggenda, ma è risaputo che in ogni leggenda c’è sempre un fondo di verità. Per ricordare questo “prodigio”, dal 1983, ogni anno, in quella stessa data nevica a Roma, evidentemente in modo artificiale. Resta comunque reale e storico il fatto di Gedeone. Ora, però, chiediamo a Francesco cosa c’entra il vello di Gedeone col mistero dell’Incarnazione? Ci risponde prontamente, ma con una domanda: “Che cosa rappresenta il vello, se non l’umanità di Nostro Signore, sulla quale è caduta la rugiada celeste della Divinità in così grande abbondanza che l’umanità è stata divinizzata?” Ma visto che il paragone scricchiola un po’, aggiunge: “Ma c’è una differenza tra questa similitudine e l’Incarnazione, dato che non è possibile trovare paragoni che calzino così bene che qualche cosa non rimanga fuori”. Quale sia questa differenza ce lo dirà domani.

Preghiamo

Nella tua bontà, o Padre, porgi l’orecchio alla nostra preghiera e, con la grazia del tuo Figlio che viene a visitarci, rischiara le tenebre del nostro cuore. Amen

 

Tante volte anche noi siamo “tentati” di chiedere al Signore qualche segno particolare. Eppure il segno del pane e del vino, del suo corpo e del suo sangue, sono sempre davanti ai nostri occhi e al nostro cuore.

 

Buona giornata,

 

PG&PGR