16 Dicembre 2025: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

oggi saremo un po’ più brevi del solito.

Puntuale Francesco di Sales ci dice quale sia la differenza che ci ha preannunciato ieri e dice: “Gedeone, vedendo il vello imbevuto di rugiada – e così tanta che sopra vi stagnava l’acqua, molto abbondante ma contenuta nel vello perché non bagnasse la terra –, lo fece torcere per farne uscire l’acqua; ma nell’Incarnazione, le due nature, una volta unite, non si sono più separate”. La Divinità “che è quella divina rugiada” non ha mai lasciato “il vello dell’umanità” e questo nel corso della vita del Cristo e anche nella sua morte. La morte, per quanto sia stato l’evento più drammatico della sua vita terrena, ha separato il suo corpo e la sua anima ma “benché il corpo e l’anima fossero separati, la Divinità è rimasta unita con entrambi”. Quando diciamo il Credo, nella forma apostolica (per capirci, quello breve) noi professiamo di credere nel fatto che Gesù «patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte…». La nostra fede afferma, dunque, che il Salvatore ha effettivamente sofferto ed è effettivamente morto, il suo cuore cessò di battere e tutte le funzioni del corpo si arrestarono realmente. Diciamo questo perché una eresia dei primi secoli, il Docetismo, sosteneva che il corpo del Cristo non era reale; questi tali riconoscevano da divinità di Gesù, ma negavano la sua piena umanità. Non solo: alcuni “pensatori” del XIX secolo sostenevano che la sua morte fosse solo apparente, dovuta forse alle percosse ricevute. Ma a cosa pensavano questi “pensatori”? Poco prima Francesco ha affermato che il corpo e l’anima sono rimasti separati, ma la Divinità è rimasta in entrambi. Ora specifica che è rimasta “con l’anima del Salvatore nel limbo (gli inferi del credo apostolico), e con il suo sacro corpo nel sepolcro”. Altro che morte e sofferenza apparente! Domani ci offrirà un’altra similitudine per farci comprendere ancora meglio. A France’, ma te diverti proprio a lasciacce sempre cor fiato sospeso?

Preghiamo

O Padre, che per mezzo del tuo Unigenito hai fatto di noi una nuova creatura,

guarda con bontà l’opera della tua misericordia, e con la venuta del tuo Figlio

salvaci dalle conseguenze dell’antico peccato. Amen

Oggi, in tante comunità parrocchiali e religiose inizia la Novena in preparazione al Natale. Se non riusciamo a parteciparvi, ricordiamocene almeno nella preghiera.

Buona giornata,

PG&PGR