Carissimi,
eccoci di nuovo insieme, dopo la pausa delle festività natalizie, per riprendere il nostro cammino insieme a san Francesco di Sales. La speranza, che è stato il tema portante del Giubileo 2025 (il 27° Giubileo ordinario della storia), continui ad animare la nostra vita, quella delle nostre comunità, parrocchie, gruppi, famiglie, per dare una sempre più convinta testimonianza di fede. Con oggi iniziamo a leggere insieme l’Esortazione quarantaduesima della quale, però, non si conosce la data. P. Ruggero Balboni, il grande vecchio, scrive in nota: «Questo “sermone” non si trova nei manoscritti. Dalla storia del primo monastero di Annecy si sa soltanto che, all’inizio, spesso il santo prendeva lo spunto dal Cantico dei Cantici». Infatti, a differenza delle precedenti, questa Esortazione non fa riferimento ad una festa particolare o ad un tempo liturgico, ma prende lo spunto dal primo versetto del Cantico. Il testo che abbiamo, precisa la nota «è preso dall’edizione a stampa del 1643, e sono riscontrabili manipolazioni dell’editore, come nel riportare testi latini, cosa inusuale per il Nostro nelle Esortazioni alle suore». Evidentemente Francesco utilizza la versione del testo biblico in uso al suo tempo che inizia così: “Il tuo seno è meglio del vino, ed effonde profumi più soavi degli unguenti preziosi”. Il Nostro, dunque, esordisce dicendo: “Lo Spirito Santo non specifica se queste parole del Cantico dei Cantici siano dello Sposo alla Sposa, o della Sposa allo Sposo, oppure delle amiche della Sposa; per questo nemmeno i Dottori hanno voluto risolvere il dubbio e dicono che si possono interpretare in tutti i modi accennati”. In primo luogo, fa notare che “il seno raffigura gli affetti, perché è vicino al cuore e poggia su di esso”. Dal cuore provengono tutti gli affetti, la dolcezza, la mansuetudine e la carità verso tutti e in modo particolare verso i poveri, gli infermi e, specialmente, i bambini. Ma prima di procedere è necessario rispondere ad una domanda: chi sono lo Sposo e la Sposa? Certamente non sono due persone particolari: lo Sposo è Nostro Signore e la Sposa è figura dell’anima devota. E’ in questa ottica che si muove tutto in Cantico e nella stessa ottica, quindi, ci riguarda molto da vicino.
Per ciò che resta del Tempo di Natale, perciò fino a sabato prossimo (10 gennaio), la preghiera sarà quella della liturgia propria.
Preghiamo
O Dio, il tuo Verbo dall’eternità riveste il cielo di bellezza e dalla Vergine Maria ha assunto
la nostra fragile carne: apparso tra noi come splendore della verità, nella pienezza della sua potenza porti a compimento la redenzione del mondo. Amen
Ma oggi, anche se sono già passati alcuni giorni, ricordiamo nella nostra preghiera le vittime di Cran-Montana in Svizzera. Il Signore accolga nel suo abbraccio di Padre tutti quei giovani che hanno perso la vita, dia alle loro famiglie la consolazione della fede e sostenga i feriti donando loro una pronta guarigione.
Buona giornata,
PG&PGR