17 Febbraio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

Francesco di Sales, pur essendo un ottimista “incallito”, non può chiudere gli occhi di fronte alla povertà di fede dell’uomo. Nonostante la Provvidenza abbia voluto “che in tutte le condizioni sociali ci fossero dei santi, re, imperatori, principi, prelati, sposi, vedovi, chierici, religiosi”, e che offra a tutti la possibilità della salvezza, “sono pochi quelli che nel cristianesimo si impegnano nella vera virtù”. Egli, oltre ad essere stato un illustre teologo, tanto da meritare il titolo di “Dottore della Chiesa”, è stato anche un attento pastore del suo popolo, pronto ad insegnare, ma anche a correggere, sempre con dolcezza e delicatezza. Dice: “Grazie a Dio, ci sono dei cristiani dappertutto: in Francia, in Europa, in Asia, in Africa; insomma in tutti i paesi del mondo; ma la sventura è che sono talmente pochi quelli che conducono una vita da veri cristiani da far pietà”. Se questo era vero nel XVII secolo, oggi, lo è ancor di più. La popolazione mondiale attuale supera gli otto miliardi di persone, di cui due e mezzo cristiani, di tutte le confessioni e un miliardo e mezzo di cattolici. Ma quanti di questi ultimi lo sono solo “anagraficamente”, in quanto battezzati nella Chiesa Cattolica? In Italia, la media di coloro che frequentano regolarmente (o quasi), la messa festiva si aggira intorno all’8 per cento su una popolazione di circa 59 milioni, il che vuol dire meno di cinque milioni. Ma al di là dei numeri, quanti, tra i praticanti, vivono effettivamente e profondamente la fede? Francesco dice che “i più pensano di fare già molto quando si astengono dai peccati gravi, quali: il rubare, l’uccidere e cose simili”. Scusaci Francesco, ma stai parlando del tuo secolo o del nostro? In effetti le cose non sono cambiate, o se lo sono, in peggio. Chi oggi cerca la perfezione? Ci si nasconde dietro la massima “la perfezione non è di questo mondo”; è vero, ma quella che il Signore chiede è alla portata di tutti. Ma purtroppo, aggiunge l’Oratore: “Non ci si preoccupa dei consigli che dà Nostro Signore, ossia: ‘Chi vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua’, e tanti altri begli insegnamenti che possono farci giungere alla perfezione”. Anche se le vocazioni sono diverse, per tutti c’è bisogno di non restare “impantanati nella terra, nelle ricchezze e nelle vanità”. Tutti possono essere beati se “tra tanti ostacoli, seguono Nostro Signore secondo le loro capacità”. E ricordiamoci che il Signore non pretende mai l’impossibile da noi.

Quella di oggi è una memoria facoltativa che ricorda I santi sette Fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria; ricchi mercanti fiorentini che lasciarono tutto per ritirarsi in comunità, sul monte Senario (Firenze). Preghiamo:

Infondi in noi, o Padre, la pietà dei Sette santi Fondatori, che li portò a onorare con viva devozione la Madre di Dio e condurre a te il tuo popolo. Amen

 

Noi non siamo chiamati a ritirarci su un monte, ma a fare la volontà di Dio lì dove siamo, oggi e sempre.

 

Buona giornata,

 

PG&PGR