14 Marzo 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

“Tolle lege” cioè “Prendi e leggi”. Riprende Francesco di Sales: “Udendo quell’insistente ritornello, (Agostino) prese il volume delle Lettere di san Paolo che era vicino a lui, ed aprendolo senza riflettere o preoccuparsi di quello che stava facendo, lesse le parole: Non nei bagorghi…” E’ il brano che abbiamo citato ieri (Rom 13,13-14). Crediamo che in quel momento, nella mente di Agostino, si siano affacciate tutte le sue “scelleratezze” e i suoi disordini. Chi, mettendosi a confronto con la Parola di Dio, non trova qualcosa, della vita passata (o presente), per la quale chiedere perdono? L’Oratore continua facendo “tre piccole considerazioni” che, come vedremo, non sono poi tanto piccole. Dice: “Nella prima, le sue dissolutezze e la sua purificazione; nella seconda, come si rivestì degli abiti e delle abitudini di Gesù Cristo; e nella terza, come non apparve più alla luce del giorno con gli abiti della notte (Cfr. Gv 12,36; Ef 5,8; 1Ts 5,5). Il cammino verso la santità è aperto a tutti e il Signore ci offre molteplici occasioni per intraprenderlo, ma ad ognuno secondo le sue possibilità in quanto non ci chiede mai l’impossibile. E il de Sales sottolinea che ci sono tre modi per percorrere quel cammino: il primo è quello di coloro che “sono nati santi” e questi “non hanno mai avuto in sé nulla che non fosse santo, dolce e piacevole; hanno avuto inizi pieni di fervore, progressi e conclusioni esemplari…” Beh, senz’altro non possiamo annoverare tra questi sant’Agostino, ma senz’altro Giovanni Battista e, aggiunge, “potete pensare la stessa cosa di un buon numero di beati”. Il secondo modo di camminare verso la santità è quello percorso da tanti uomini e donne che, come il fico, hanno avuto bisogno di un lungo periodo per maturare ma, una volta giunti a maturazione, non si trova nulla di più dolce e gustoso. E tra questi, asserisce l’Oratore, va inserito Agostino che, ci fa notare, “la Provvidenza volle che si convertisse proprio all’ombra di un fico, per dimostrare che, pur essendo stato, agli inizi della sua vita, duro e cattivo, tuttavia i suoi frutti, una volta giunti a maturazione, sarebbero stati molto preziosi”. Ma c’è anche un terzo cammino verso la santità che Francesco, preso dal discorso, visto che parlava sempre “a braccio”, “dimentica” di illustrare. Ma potremmo supplire a questo pensando ad ognuno di noi, preti, frati, suore, padri e madri di famiglia, figli, ecc. Ad ognuno il Signore indica il giusto cammino…

Preghiamo

O Dio, nostro Padre, che nella celebrazione della Quaresima ci fai pregustare la gioia della Pasqua, donaci di contemplare e vivere i misteri della redenzione per godere la pienezza dei suoi frutti. Amen

 

Quali tappe ci propone oggi il Signore per procedere nel nostro cammino? Guardiamo dentro noi stessi.

Buona giornata e buona domenica,

PG&PGR