27 Aprile 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

iniziamo una nuova settimana con questa considerazione di Francesco di Sales: “Nell’antica Legge, chi doveva essere circonciso, non si circoncideva da solo, ma per mano di altro”, per ovvi motivi! La circoncisione fisica, quella che doveva essere fatta all’ottavo giorno dalla nascita, era praticata dal mohel, una persona qualificata, osservante della Legge e abilitata. Ma il Nostro, evidentemente (ce lo ripete da diversi giorni), parla della circoncisione del cuore e, seguendo il pensiero degli antichi Padri, dice che anche “Nostro Signore ha voluto essere circonciso dalla mano di altri, per nostro esempio, per insegnarci che se anche è una cosa buona circoncidere se stessi, è ancora meglio essere circoncisi da altri”. E’ certamente vero che gli antichi eremiti ed anacoreti che vivevano nel deserto, attraverso mortificazioni e penitenze, circoncidevano essi stessi i loro cuori e le loro passioni interiori, ma riuscivano a fare questo “aiutati dalla grazia di Dio e sollecitati e spinti dall’ispirazione dello Spirito Santo, dei santi e dei loro buoni angeli”. Nonostante questo, afferma ancora l’Oratore “la circoncisione che soffriamo per mano di altri passa prima della loro, perché è più dolorosa, e quindi più meritoria”. Possiamo azzardare un esempio terra-terra per spiegare meglio questo concetto? Lo facciamo: quando ci imponiamo determinate regole sull’alimentazione per mantenere la “linea”, lo facciamo con impegno anche se è faticoso; ma quando ce lo impone il medico in seguito a degli esami clinici un po’ “sballati” facciamo più fatica. Prosegue, dunque: “Tutti i cristiani sono chiamati a circoncidersi gli uni gli altri”; a questo oggi possiamo dare il nome di correzione fraterna che dovrebbe essere una delle regole principali della vita di una comunità. Ma non è cosa facile! La correzione fraterna (circoncisione) è un’azione che va fatta con delicatezza, con amore e per amore dell’altro/a, senza inveire contro di lui/lei. Se uno dicesse a qualche altro “tu sei uno zoticone, un essere rozzo o qualche cosa di simile” quale sarebbe la reazione dell’altro? Senza dubbio tutto il sangue si rimescolerebbe, si turberebbe e si avvertirebbero immediatamente dei movimenti di collera. Dunque, se da parte di chi deve essere circonciso (corretto) c’è bisogno di umiltà, da parte di chi circoncide (corregge), deve esserci tanto amore e tanta delicatezza.

Preghiamo

O Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai risollevato il mondo dalla sua caduta, donaci la santa gioia pasquale, perché, liberi dall’oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Amen

Se oggi ci capiterà di correggere qualcuno, marito, moglie, figli, confratelli, consorelle, o altri, facciamolo con discrezione, riguardo e tenerezza.

Buona giornata,

PG&PGR