16 Maggio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

Francesco di Sales, interpretando i pensieri dell’uditorio risponde a questa domanda: cosa si deve fare, o non fare, per digiunare bene? E risponde: “Tra tutte le condizioni richieste per bene digiunare, ve ne indicherò tre principali. La prima è che bisogna digiunare con tutto il cuore: ossia volentieri, senza riserve, in tutti i campi e interamente”. Parlando del digiuno, e crediamo di non falsare il suo pensiero, egli comprende anche altri comportamenti quali le astensioni da determinate abitudini più o meno dannose e, prendendo “in prestito” le parole di un sermone di san Bernardo, dice che il digiuno è stato istituito da Nostro Signore a rimedio della nostra bocca, della nostra golosità della nostra ingordigia. Il santo Abate parla della bocca in quanto il peccato è entrato nel mondo attraverso la bocca dei nostri progenitori. Ma, aggiunge subito dopo, che non è soltanto la nostra bocca che ha peccato, ma anche tutti gli altri sensi. Se pensiamo a quanti peccati si compiono con gli occhi, con le orecchie, oltre che con la lingua, ci rendiamo ben conto di quanto sia importante tenere a bada tutti i nostri sensi. Ma non basta. Bisogna far digiunare “anche le potenze e le passioni dell’anima, l’intelletto, la memoria, la volontà, dato che l’uomo ha peccato con il corpo e con lo spirito”. Pensiamoci bene: i sensi del corpo non rispondono forse ai desideri dello spirito? La risposta la troviamo nella Sacra Scrittura e in modo particolare nella Prima lettera di san Giovanni (2,16) che parla della concupiscenza della vista. Dice ancora Bernardo di Chiaravalle che gli occhi bisogna farli digiunare non permettendo loro di guardare oggetti frivoli e, soprattutto illeciti; le orecchie privandole dell’ascolto di discorsi futili che non servono che a riempire lo spirito di immagini mondane; la lingua, non dicendo parole oziose che riecheggiano il mondo e le sue sciocchezze. Di conseguenza si deve tenere a bada l’intelletto, la memoria e gli appetiti e i desideri superflui della nostra volontà. Forse a noi, uomini e donne del XXI secolo tutto questo può apparire esagerato e valido solo per i monaci e le monache. Ma se ci provassimo anche noi, almeno in parte, potremmo comprendere meglio che al “digiuno esteriore” deve corrispondere quello “interiore”.

Preghiamo:

O Dio, nostro Padre, disponi sempre al bene i nostri cuori, perché, nel continuo desiderio di elevarci a te, possiamo vivere pienamente il mistero pasquale. Amen

Vivere il mistero pasquale, ogni giorno che il Signore ci dona…

Buona giornata e buona solennità dell’Ascensione del Signore.

PG&PGR