Carissimi,
era il 9 febbraio 1622, Mercoledì delle Ceneri, una delle Pasque più basse da più di cinque secoli! Francesco di Sales così inizia una nuova Esortazione: “Questi primi quattro giorni della santa Quaresima sono come la testa e il capo, la premessa o la preparazione che dobbiamo fare per passare bene la Quaresima e disporci a digiunare bene”. Tutti noi sappiamo che il mercoledì delle Ceneri siamo tenuti all’astinenza e al digiuno che, insieme ad una preghiera più assidua e alle opere di carità fraterna, costituiscono l’asse portante del cammino quaresimale. Parlando alle suore della Visitazione e a tutti i presenti (oggi anche a noi!), l’Oratore precisa che “il digiuno, per se stesso, non è una virtù, visto che lo praticano i buoni e i cattivi, i cristiani e i pagani”. Anche gli antichi filosofi lo raccomandavano e lo osservavano, ma “non per questo erano virtuosi, e digiunando non praticavano una virtù, poiché il digiuno è virtù soltanto in quanto è accompagnato dalle condizioni che lo rendono accetto a Dio”. Infatti, che senso avrebbe il digiunare se poi si fa tutt’altro che seguire l’insegnamento del Vangelo? Prosegue: “Possiamo costatare questo nella gente del mondo che pensa che per fare bene il digiuno della santa Quaresima basti trattenersi dal mangiare i cibi proibiti”, come, ad esempio, la carne al venerdì o il rinunciare ai dolci. Dobbiamo tenere presente che fino al 1966 l’astinenza dalla carne era prevista per tutti i venerdì dell’anno; oggi questa norma è applicata ai soli venerdì di Quaresima, anche se nessuno impedisce di seguire la vecchia tradizione. Ma cosa vuol dire digiunare e astenersi dalla carne? E’ qualcosa che riguarda soltanto l’alimentazione o di molto più profondo? Il de Sales dice chiaramente che “non basta digiunare esteriormente; occorre digiunare anche interiormente ed accompagnare il digiuno del corpo con quello dello spirito”. Papa Francesco, senz’altro lo ricorderete, in diverse occasioni ha richiamato al digiuno delle chiacchiere, dei pettegolezzi, delle mormorazioni, dei giudizi, digiuni molto più impegnativi di quelli esteriori, che ci aiutano a superare i nostri limiti e le nostre sbagliate convinzioni. Francesco conclude questa prima sezione indicando i numerosi frutti del vero digiuno che “fortifica lo spirito…innalza l’anima verso Dio…dà forza per vincere le passioni, dispone il cuore a non cercare altro che di piacere puramente a Dio” e questo anche se la Quaresima è passata da alcuni mesi…
Preghiamo
Padre buono, la cenere che abbiamo ricevuto sul capo qualche mese fa, ci ricordi ogni giorno che siamo chiamati a credere nella Parola del tuo Figlio e non arrenderci di fronte alle seduzioni del mondo per proseguire, con coraggio, il nostro cammino di conversione. Amen
Anche se la Quaresima ce la siamo lasciata alle spalle, il digiuno dai comportamenti sbagliati è sempre valido.
Buona giornata,
PG&PGR